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mercoledì 24 aprile 2013

Francesco De Gregori - Pablo



[1975]

Pablo


Mio padre seppellito un anno fa, 
nessuno più coltivare la vite. 
Verde rame sulle sue poche unghie 
e troppi figli da cullare. 
E il treno io l'ho preso e ho fatto bene. 
Spago sulla mia valigia non ce n'era, 
solo un po' d'amore la teneva insieme, 
solo un po' di rancore la teneva insieme. 
Il collega spagnolo non sente, non vede, 
ma parla del suo gallo da battaglia e della latteria. 
Diventa terra. 
Prima parlava strano ed io non lo capivo, 
però il pane con lui lo dividevo 
e il padrone non sembrava poi cattivo. 
Hanno pagato Pablo, Pablo è vivo. 
Con le mani posso fare castelli, 
costruire autostrade, parlare con Pablo, 
lui conosce le donne e tradisce la moglie. 
Con le donne e il vino e la Svizzera verde. 
E se un giorno è caduto, è caduto per caso 
pensando al suo gallo o alla moglie ingrassata come da foto. 
Prima parlava strano ma io non lo capivo, 
però il fumo con lui lo dividevo 
e il padrone non sembrava poi cattivo. 
Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo.

venerdì 29 marzo 2013

Lucio Dalla - Futura


[1980]


Futura


 Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani
i russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio
e chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà futura.
Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna,si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco,più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c'e' il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.
Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani 


Lucio Dalla - Siamo Dei


[1980]

Siamo Dei


Siamo dei e ci muoviamo nello spazio profondo,
corriamo dietro ai tuoni, ci pettiniamo,
e aspettiamo la fine del mondo
mentre tu, pover'uomo, non sei niente di speciale
devi anche lavorare e poi chiedere perdono
siamo dei, figli del sole
invece tu chi sei, tuo padre è stato il dolore.

Un momento, un momento, ho anch'io qualche argomento
ho un amico che è un campione di rock e riesce a ballare
Per tre giorni e tre notti senza doversi fermare
e un'altro che ha la voce da basso e con una mira
che ti stacca la coda di un cane con un sasso, se lo tira
e poi ho un grande amore un amore di ragazza che mi aspetta
e se non torno esce pazza dal dolore poveretta
ed ogni estate do il mio voto e vado al mare
e resto nudo tutto il giorno
fa molto bene alla salute abbronzarsi e puoi nuotare.
se mi vedessi quando torno

Ma cosa credi di fare, dove credi d'andare
non hai più aria per poter respirare.
Non c'è più nessuno che ti possa aiutare
eEd ogni giorno che vola via,
scopri di avere una nuova malattia.

Oh...! Brutto uccello
ti ha mai detto nessuno che un dio
dovrebbe essere più bello
e poi non ho capito l'ultima riga
non sarà che a stare sempre nello spazio
hai imparato a portar sfiga.
Oh ...! Su quale giornale scrivi?
Noi non siamo ancora morti
se possiamo guardarci in faccia
vuol dire che siamo ancora vivi.

Siamo dei e la tua vita è un inferno
o qualcosa di più atroce
potresti vivere anche tu in eterno,
se ti pentissi e se abbassassi un pò la voce.

Oh...! Brutta specie di aereoplano
ma non ti accorgi che stando in alto
vedi il mondo da lontano
e per che cosa mi dovrei pentire
di giocare con la vita e di prenderla per la coda,
tanto un giorno dovrà finire
e poi, all'eterno ci ho già pensato
è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto
dalla gente che ho amato.

Lucio Dalla - Cara



[1980]


Cara


  Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia


Lucio Dalla - Meri Luis



[1980]


Meri Luis

 Il regista aspettava la star al ristorante
sembrava un morto con in mano un bicchiere
il ragazzo lavorava in un bar ed aspettava
che il padrone se ne andasse, per potersi sedere

il dentista aspettava il sabato
con la moglie e tre figli era già pronto per il mare
il taxista al posteggio aspettava qualcuno da portare

Chi l'ha vista la ragazza con le grandi tette
che tutte le sere alle sette un quarto
aspettava l'autobus guardando in alto
e tutti quanti ad aspettare, a cercare di fermare

questa vita che passa accanto e con le mani ti saluta e fa”bye bye”
questa vita un pò umida di pianto con i giorni messi male
vVista dall'alto sembra un treno che non finisce mai.

Neppure se è coperta dalla neve
o se sparisce sotto terra e non si vede
si ferma un attimo:
il regista il ragazzo il dentista il taxista, la ragazza, la star
scaraventati in mezzo al traffico.

Ma, dio mio, e se si provasse a trattenere il respiro
se si cercasse, se si provasse di fermare il giro.

Il regista stanco di aspettare, appena ha visto la star
l'ha mandata a acagare
il ragazzo ha lasciato lì di lavorare
e, agguantato un treno, è corso fino al mare
il dentista si è innamorato di un dente
lo accarezza non vuole fargli male
iIl taxista nella macchina non ha il cliente
ma una canna per andare a pescare
Meri Luis finalmente ha deciso che l'amore è bello
ha abbassato gli occhi e si è lasciata andare
ha benedetto il cielo come fosse un fratello
per le sue belle tette e per l'amico che le vuole toccare

Adesso, mio dio, dimmi cosa devo fare
se devo farla a pezzi questa mia vita
oppure sedermi e guardarla passare
Però la vita com'è bella
e come è bello poterla cantare. 


Lucio Dalla - La Sera Dei Miracoli


[1980]


La sera dei miracoli


È la sera dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
con la bocca fa a pezzi una canzone.
È la sera dei cani che parlano tra di loro
della luna che sta per cadere
e la gente corre nelle piazze per andare a vedere
questa sera così dolce che si potrebbe bere
da passare in centomila in uno stadio
una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio
anzi la manda in onda
tanto nera da sporcare le lenzuola.
È l'ora dei miracoli che mi confonde
mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.
Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar
galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà
ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola.
Ci sono anche i delinquenti
non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti.
A due a due gli innamorati
sciolgono le vele come i pirati
e in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei
perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.
È la notte dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
ha scritto una canzone.
Lontano una luce diventa sempre più grande
nella notte che sta per finire
e la nave che fa ritorno,
per portarci a dormire.

Cara
Cosa ho davanti non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace
non riesco a capire
dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai
non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli ci si può fidare.
Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni
e per i miei che sono cento.
Non c'è niente da capire
basta sedersi ed ascoltare
perché ho scritto una canzone
per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi
se mi vieni più vicino.
La notte ha il suo profumo
e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me poveretto
che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto...
che pena... che nostalgia
non guardarti negli occhi
e dirti un'altra bugia.
Almeno
non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo
e tu che mangi il gelato.
Tu corri dietro al vento
e sembri una farfalla
e con quanto sentimento
ti blocchi e guardi la mia spalla.
Se hai paura a andar lontano
puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi
tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'è niente di strano
ma non posso venire.
Così come la farfalla
ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro
ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori
per provare anch'io a volare.
E la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle.
Io li sotto ero uno sputo
e ho detto "olé sono perduto".
La notte sta morendo
ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me, l'ho già detto,
che voleva prenderti per mano
e volare sopra un tetto...
lontano... si ferma un treno
ma che bella mattina
il cielo è sereno.
Buonanotte
anima mia
adesso spengo la luce
e così sia 


Lucio Dalla - Il Parco Della Luna



[1980]


Il parco della luna


Sono più di cent'anni che al parco della luna
arriva Sonni Boi con i cavalli di legno e la sua donna Fortuna
i denti di ferro e gli occhi neri puntati nel cielo per capirne i misteri.
È nato a Ferrara anzi l'hanno trovato su un muro
è pieno di segni e i muscoli corrono sulla sua pelle.
Sonni Boi ha disegnato sulle braccia la mappa delle stelle.
Di notte va a caccia e con il cavallo raccoglie chi si è perduto.
Anch'io quante volte da bambino ho chiesto aiuto
quante volte da solo mi sono perduto
quante volte ho pianto e sono caduto
guardando le stelle ho chiesto di capire
come entrare nel mondo dei grandi senza paura paura di morire.
Come uno zingaro seduto su un muro gli occhi nel cielo puntati sul futuro
Dei suoi mille figli non ricorda un viso ne ha avuto uno per coltello
ha fatto un figlio per ogni nemico ucciso.
Sonni Boi non è cattivo ha perfino sorriso guardando
Fortuna accarezzandole il viso.
Li ho visti abbracciarsi come bimbi nel parco della luna
tutti e due con una valigia nella mano
con l'aria di chi deve partire
e andare lontano oppure morire,
in silenzio, sparire piano piano
sopra il loro cavallo di legno con la loro pelle scura nella mano.
Adesso Sonni Boi e la sua donna Fortuna
Saranno a metà strada tra Ferrara e la luna


giovedì 21 marzo 2013

Lucio Dalla - L'altra Parte Del Mondo


[1983]


L'altra parte del mondo


Marta
aspettava
che l'amico si calmasse
o che siccome guidava
almeno si fermasse...

Sandra
dall'altra parte del mondo
viveva sola in mezzo ai grattacieli
tutto un altro tipo di problemi
viveva sola fino in fondo...

Ciccio
da messina
viveva gli anni sempre uguali
o meglio viveva in (?)
andava in giro ogni tanto
e d'estate
mandava a casa qualche cartolina...

Vogliam parlare per un attimo di quelli come Andrea
che a 16 anni sanno tutto della vita
la vivono in silenzio, in apnea
e col sorriso sulle labbra
in una piazza di Trastevere mi dice\"aho' la vita è appena cominciata ed è già finita"

ahhhhhhh
allora io
cosa posso fare
se non star zitto anch'io
oppure posso cantare
provare fino in fondo
dire a tutti
che siamo uguali
tanti pezzi di un mondo
che.....
senza pietà
cancella tutto e se ne va
rimaniamo a bocca aperta
lui ce la chiude e se ne va
come un bambino gioca e si nasconde
lo cerchiamo dappertutto
lui chiude gli occhi e si nasconde
passa vicino lo chiami non risponde
lo trovi addormentato per la strada
sdraiato sulle onde
ogni colpo apre gli occhi
ci frega ci confonde
nell'incanto della notte...

ooohhhhh ohhhhhh ohhhhh

Marta
e il suo amico
navigavano ancora diecimila metri sopra al mare
andavano a cercare qualcosa o qualcuno
o solo un posto per ricominciare...

Sandra
si è alzata via da un amore andato male
aveva già lasciato l'altra parte del mondo
il suo aereo tra un'ora dovrebbe atterrare
era decisa a tutto
aveva ragione in fondo...

Con due valige finalmente all'areoporto
e passaporto nella mano Ciccio
aveva capito che non era un deficiente
era meglio partire, senza cartoline sparire
andarsene lontano...

Non ci sarebbe molto da dire
dei 16 anni di Andrea
senonchè sdraiato
mentre guardava passare un aereoplano
gli era venuta un'idea
come un sospetto
che il mondo potesse cambiare
fermarsi in una mano....

E che tranquillità
guardarlo senza pietà
giocarci come fanno a Napoli
i bambini, in Sicilia
in Libia, in Tunisia
o dove il mondo non si è ancora fermato
o dove se una volta s'è fermato
gliel'han portato via
o dove il mondo vede solo un pallone
dargli un calcio
farlo volar via
così in alto che si vede la scia
nell'incanto della notte....


ohhhhh ohhhh ohhhhhh


Lucio Dalla - Pecorella


[1983]


Pecorella


Dove ti nascondi, pecorella?
Dimmi dove sei andata, su quale stella.
Dimmi se i tuoi occhi che amo tanto
hanno un giorno almeno, un giorno pianto.
Sei andata via
Mi hai detto: voltati
e sei andata via
ed io come un cretino ho giocato fino in fondo
mi son voltato e adesso sono solo al mondo.
Cosi' provo a cercarti
ma c'è soltanto una nuvola che può somigliarti.
Però laggiù qualcosa si muove
Porco Giuda è buio e poi fra un'ora piove.
Milady, Milady ma se non ti muovi come pensi che io ti trovi?
Confusa tra tante stelle, oppure chi lo sa dove sarai..
Magari in piedi, nascosta da qualche parte, Pecorella il mondo è troppo grande.
Non lasciarmi solo qui, qui con me.
E' straordinario, il mare visto dall'alto è un piatto, sembra un biliardo
Le nuvole che passano veloci, com'è bello la sera al mare che si accendono le luci..
Ma.. Eh..
Che porca vita è mai questa, sempre col coltello nella schiena e un desiderio che si secca in gola e il cuore è un'altalena.
Ma ecco che ti vedo, tu mi guardi.. come guardi pecorella, come guardi!
E com'è vero, che negli occhi c'è tutto e che ogni sguardo è un mistero.
Vedo che anche tu ti commuovi, finalmente ti avvicini a dirmi cosa provi.
In piedi, nuda rimani in piedi, pecorella ti vedessi nuda come sei bella
e niente vicino a te, quella stella: brutta quella stella!
Mi credi, è bello se tu mi guardi, adesso è troppo tardi.
Dimmi è vero che domani partirai?
E se parti, dimmi ddo' vai! 



Lucio Dalla - Madonna Disperazione

[1981]


Madonna disperazione


 Quante sono le ore
per arrivare a domani
Madonna disperazione
mentre esce dal portone
si frega le mani.

Quanti bei baci
per coprire la tua pelle
Madonna disperazione
dopo le mani non fregarti anche le stelle.

Quante notizie buttate dentro
alla radio
Madonna disperazione
a mezzanotte entra ed esce
dall'armadio.

Quanta fame
per una pizza, una birra e un panino
Madonna disperazione senza farsi notare
si siede al tavolo di un ragazzino.

Una macchina butta canzoni
per due occhi tondi
come duecento lire
Madonna disperazione
gli occhi li ha chiusi
ma fa finta di dormire.

Quanto coraggio per sputare dai denti
un buonasera
Madonna disperazione
gli occhi ha nella borsa
e si sbuccia una pera.

Quanta nostalgia a pensare a qualcuno
che sta molto lontano
Madonna disperazione
ne approfitta e ti agguanta la mano.

C'è molta poesia
a stare zitti
se non si ha niente da dire
Madonna disperazione
corre a disfare la piega del letto
per andare a dormire

e la notte, la notte è finita
la notte è finita in un bicchiere di birra
e diventa più scura

Madonna disperazione
fa si con la testa
e fa finta di avere paura.

Che disastro esser convinti
di non credere più a niente
c'è madonna disperazione
che anche al buio
ti vede e ti sente

non avere niente da leggere
non avere da sognare
Madonna disperazione
è di spalle
e si comincia a pettinare.

Quanto potresti pagare
per non avere più la memoria
e non vedere
Madonna disperazione
mentre si strucca e poi si spoglia.

Ecco il giorno è finito
il quadro diventa perfetto
perché madonna disperazione
ha capito
e si infila nel letto 


Lucio Dalla - Ciao A Te


[1981]

Ciao a Te

Ciao a te e a tuo figlio finocchio
ciao a te e alla tua puzza di piedi
ciao a te e a me... a me
e a tutto quello che vedi.

E ciao al tuo lavoro
al tuo lavoro di tranviere
ciao a te e a chi ti paga da bere
ciao a te e a tuo figlio finocchio
ciao a te e a me povero sciocco.

Ciao al tuo berretto da mettere in testa
alla tua pancia curioso
al tuo millesimo sciopero e alla tua festa

Ma quante cravatte
e l'aumento del latte
la gente che grida
e un cane che piange che piange
e una corrida.

Ciao a tutti quelli
quelli che ti stanno attorno
alle tue notti corte
alle tue notti senza ritorno
alla tua vecchia puzza di piedi
ciao a te e a tutto quello che credi.

Ciao alla stanchezza
e all'abbassamento della vista
alle tue vecchie bandiere
e ai tuoi peli sulle mani
ciao perchè ti fidi solo di te
e al tuo domani in ginocchio
cioa a te e a tuo figlio finocchio.

Ciao vecchio amore mio
ciao al tuo pugno chiuso
tenero caprone
col pelo sul cuore mai mai deluso

Ciao bistecche tutti i giorni
bistecche e gnocchi
ciao a te... a te...
e ai tuoi figli finocchi

Io vado via, io vado via, io vado via
dove c'è ancora un posto per pensare
due o tre persone e metterci insieme
dove anche senza star bene
ridendo, piangendo, parlando
si può ricominciare 



Lucio Dalla - Mambo


[1980]


Mambo


 Dov'è quel cuore, dov'è
datemi un coltetto, un coltetto per favore
dov'è quel cuore bandito che ha tradito
il mio povero cuore, lo ha smontato e finito
dov'è
Tu teggimi ta mano e poi dimmi se il suo cuore
è vicino o se è andato tontano
se gira per l'Europa, occhi neri
it suo cuore si è seccato, è diventato una scopa
se d'amore è proprio vero che non si muore, non si muore
cosa faccio nudo per strada mentre piove
e c'è di piu,
non dormo da una settimana,
per quel cuore di puttana
sono andato al cinema e mi han mandato via
perché piangevo forte e mangiavo ta sua fotografia
e tu, e tu
datemi un coltetto, un coltetto per favore
dov'è quel cuore marziano
se ne è andata sbattendo la porta e avevo in mezzo la mano
dov'è la diva del muto
è una minaccia per tutti il suo cuore, il suo cuore ad imbuto
dov'è, dov'è, dov'è
scende dal tram e si avvicina e fa due passi
di Mambo
si sente molto furba e carina dice:
con te non ci rimango
io col cuore in cantina, ma sono un uomo e dico:
vattene via
leva il tuo sorriso dalla strada
e fai passare la mia malinconia
e porta via gli stracci, i tuoi fianchi e quella
faccia da mambo
e quella falsa allegria per trasformare in sorriso
anche l'ultimo pianto
tu, si, proprio tu, che non hai mai paura
chiedi se qualcuno ti presta la faccia
stai facendo una brutta figura
La mia regina del mambo
se ci ripenso preferisco ritornare in cantina
che avere te, ancora at mio fianco


Lucio Dalla - Balla Balla Ballerino


[1980]


Balla balla ballerino

Balla balla ballerino
tutta la notte e al mattino
non fermarti.
Balla su una tavola tra due montagne
e se balli sulle onde dei mare io ti vengo a guardare.
Prendi il cielo con le mani
vola in alto più degli aeroplani
non fermarti.
Sono pochi gli anni forse sono solo giorni
e stan finendo tutti in fretta e in fila
non ce n'è uno che ritorni.
Balla non aver paura
se la notte è fredda e scura
non pensare
alla pistola che hai puntato contro.
Balla alla luce di mille sigarette e di una luna
che ti illumina a giorno.
Balla il mistero di questo mondo che brucia in fretta
quello che ieri era vero, dammi retta, non sarà vero domani.
Ferma con quelle tue mani il treno Palermo-Francoforte,
per la mia commozione
c'è un ragazzo al finestrino,
gli occhi verdi che sembrano di vetro
corri e ferma quel treno
fallo tornare indietro.
Balla anche per tutti i violenti
veloci di mano e coi coltelli,
accidenti.
Se capissero vedendoti ballare
di essere morti da sempre
anche se possono respirare.
Vola e balla sul cuore malato
illuso, sconfitto, poi abbandonato
senza amore
dell'uomo che confonde la luna con il sole
senza avere coltelli in mano
ma nel suo povero cuore.
Allora vieni angelo benedetto
prova a mettere i piedi sul suo petto
e stancarti
a ballare al ritmo del motore
e alle grandi parole di una canzone, canzone d'amore.
Ecco il mistero,
sotto un cielo di ferro e di gesso
l'uomo riesce ad amare lo stesso
e ama davvero
nessuna certezza
che commozione, che tenerezza 

giovedì 14 marzo 2013

Lucio Dalla - Ciao


[1999]


Ciao


 C'è stato come un lampo lì proprio in mezzo al cielo
che era blu cobalto liscio, liscio senza un pelo
la città sotto era un presepio, le luci del tramonto
la scia di un aereo, facevano più bello il mondo
dello sforzo dei poeti, dei mezzi giornalisti
puttane e kosovari, poi altri tipi misti
contavano le stelle, le prime ad arrivare
poi la voce di una vecchia
che salutava tutti quanti dicendo ciao

CIAO
E' la colpa di non so di chi
CIAO
E' la colpa di non so di chi
CIAO

La spiaggia di Riccione, milioni di persone
le pance sotto il sole, il gelato e l'ombrellone
abbronzati un coglione, non l'hai capito ancora
che siamo stati sempre in guerra
anche il 15 a Viserba
in guerra con noi stessi, tra video e giornali
e noi sempre più lessi a farci abbindolare
con la nostra indifferenza, la passione per le cose
che non possiamo stare senza
anche le pericolose
come ad esempio una canzone
mentre la stai cantando
di là qualcuno muore
qualcun altro sta nascendo
è il gioco della vita
la dobbiamo preparare
che non ci sfugga dalle dita
come la sabbia in riva al mare

CIAO
E' la colpa di non so di chi
CIAO
E' la colpa di non so di chi
CIAO 


Lucio Dalla - Caruso


[1986]

Caruso


 Qui dove il mare luccica e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto.

Te voglio bene assaje
ma tanto, tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.

Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare e la bianca scia di un'elica

sentì il dolore nella musica, si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte

guardò negli occhi la ragazza, quegli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima e lui credette di affogare.

Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai.

Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri
ti fan scordare le parole, confondono i pensieri

così diventa tutto piccolo, anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita come la scia di un'elica

ma sì, è la vita che finisce ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice e ricominciò il suo canto.

Te voglio bene assaje
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint'e vene sai 


Lucio Dalla - Canzone



[1996]

Canzone


 Non so aspettarti più di tanto
ogni minuto mi dà
l'istinto di cucire il tempo
e di portarti di qua
ho un materasso di parole
scritte apposta per te
e ti direi spegni la luce
che il cielo c'è
stare lontano da lei
non si vive
stare senza di lei mi uccide.
Testa dura testa di rapa
vorrei amarti anche qua
nel cesso di una discoteca
o sopra al tavolo di un bar
o stare nudi in mezzo a un campo
a sentirsi addosso il vento
io non chiedo più di tanto
anche se muoio son contento
stare lontano da lei
non si vive
stare senza di lei mi uccide.
Canzone cercala se puoi
dille che non mi perda mai
va per le strade tra la gente
diglielo veramente.
Io i miei occhi dai tuoi occhi
non li staccherei mai
e adesso anzi io me li mangio
tanto tu non lo sai.
Occhi di mare senza scogli
il mare sbatte su di me
che ho sempre fatto solo sbagli
ma uno sbaglio che cos'è.
Stare lontano da lei
non si vive
stare senza di lei mi uccide.
Canzone cercala se puoi
dille che non mi lasci mai
va per le strade tra la gente
diglielo dolcemente.
E come lacrime la pioggia
mi ricorda la sua faccia
io la vedo in ogni goccia
che mi cade sulla giacca
stare lontano da lei
non si vive
stare senza di lei mi uccide.
Canzone trovala se puoi
dille che l'amo e se lo vuoi
va per le strade tra la gente
diglielo veramente
non può restare indifferente
e se rimani indifferente
non è lei.
Stare lontano da lei
non si vive
stare senza di lei mi uccide... 


domenica 30 settembre 2012

Gianni Morandi & Lucio Dalla - Vita

[1988]



Vita



Vita in te ci credo
le nebbie si diradano
e oramai ti vedo
non è stato facile
uscire da un passato che mi ha lavato l'anima
fino quasi a renderla un po' sdrucita

Vita io ti credo
tu così purissima
da non sapere il modo
l'arte di difendermi
e cosi ho vissuto quasi rotolandomi
per non dover ammettere d'aver perduto

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite
e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po' feroci sugli zigomi
forse un po' più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare
Vita io ti credo
dopo che ho guardato a lungo, adesso io mi siedo
non ci son rivincite, né dubbi né incertezze
ora il fondo è limpido, ora ascolto immobile le tue carezze

Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano
ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto
e rinasce un fiore sopra un fatto brutto
siamo angeli con le rughe un po' feroci sugli zigomi
forse un po' più stanchi ma più liberi
urgenti di un amore, che raggiunge chi lo vuole respirare.





sabato 7 aprile 2012

Pierdavide Carone - Nanì

[2012]


Nanì


 Nanì, Nanì, Nanì...
Ti ho scovato dentro ad un sentiero
ma non sono stato mai sincero.
Nanì, Nanì, Nanì...
Prima e dopo tanti come me,
a cercare il mondo che non c’è.

Nanì, Nanì...
Questo bosco ormai ha il tuo stesso odore,
Di una bocca senza il suo sapore.
Nanì, Nanì, Nanì...
Venti euro di verginità,
quelli al padrone, la mia che resta qua.

Dimmi perché tu ami sempre gli altri
ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via
quando ti ho detto "Vieni via con me"

Nanì, Nanì, Nanì...
Piove ma non ti puoi riparare,
C’è un camionista da accontentare
Nanì, Nanì, Nanì...
Anche lui è solo come noi
Siamo dentro a un mondo senza eroi

Dimmi perché tu ami sempre gli altri
ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via
quando ti ho detto "Vieni via con me"

Potrei stare giorni ad annusare
il tuo mestiere anche con me,
Potrai sposarmi anche se non mi amassi
e capirei il perché

Dimmi perché tu ami sempre gli altri
ed io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via
quando ti ho detto "Vieni via con me"

Vieni via con me,
vieni via con me...





giovedì 29 marzo 2012

Iskra Menarini - Amore Disperato


[2003]


Amore Disperato 


Che cosa vuoi sapere, è meglio non sapere (2)
l'amore che mi chiedi *non può finire bene (*2)
il cielo non lo vuole
ha le nuvole in catene
non fa più uscire il sole, senza vento, senza vele
il tuo amore non si muove, è fermo come un sasso
anche il sangue nelle vene
è amore in mezzo al ghiaccio
nel guanto del potere
un cuore che è vigliacco
e non sa volere bene
prende le vite con un braccio
le tiene chiuse al buio
coperte da catene (2)
C'è un segno corto e chiaro
laggiù nella tua mano
è l'ombra del destino
che come un frutto acerbo, la prima stella del mattino rende l'amore eterno.
Rit:
Amore Disperato
amore mai amato
amore messo in croce
amore che resiste
e se Dio esiste voi, voi
vi ritroverete là, là...amore

Inizia la partita
il diavolo vi sfida
gli artigli del potere
che come nella neve
il lutto di una chiesa
una candela accesa...
Rit: 



martedì 20 marzo 2012

Lucio Dalla - Attenti al Lupo!

[1990]


Attenti al Lupo!


C'è una casetta piccola così,
con tante finestrelle colorate,
e una donnina piccola così,
con due occhi grandi per guardare,
e c'è un omino piccolo così,
che torna sempre tardi da lavorare,
e ha un cappello piccolo così,
con dentro un sogno da realizzare,
e più ci pensa più non sa aspettare.

Amore mio non devi stare in pena,
questa vita è una catena,
qualche volta fa un po' male,
guarda come son tranquilla io
anche se attraverso il bosco
con l'aiuto del buon Dio,
stando sempre attenta al lupo.

Attenti al lupo. Attenti al lupo.

Living togheter. Living togheter.

Laggiù c'è un prato piccolo così
con un gran rumore di cicale,
e un profumo dolce e piccolo così,
amore mio è arrivata l'estate,
e noi due qui distesi a far l'amore
in mezzo a questo mare di cicale,
questo amore piccolo così
ma tanto grande che mi sembra di volare,
e più ci penso più non so aspettare.

Amore mio non devi stare in pena,
questa vita è una catena,
qualche volta fa un po' male,
guarda come son tranquilla io
anche se attraverso il bosco
con l'aiuto del buon Dio,
stando sempre attenta al lupo.

Attenti al lupo. Attenti al lupo.

Living togheter. Living togheter