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lunedì 28 ottobre 2013

Lou Reed - Sweet Jane



[1974]

Sweet Jane

Standin' on a corner,
suitcase in my hand.
Jack's in his car, says to Jane, who's in her vest,
Me, babe, I'm in a rock n' roll band.
Ridin' in a Stutz Bearcat, Jim,
those were different times.
And the poets studied rows of verse, 
and all the ladies rolled their eyes
Sweet Jane.....Sweet Jane.....Sweet Jane
Now, Jack, he is a banker, 
and Jane, she is a clerk.
And the both of them are saving up their money...
then they come home from work.
Sittin' by the fire...
radio just played a little classical music for you kids,
the march of the wooden soldiers
and you can hear Jack say
Sweet Jane.....Sweet Jane.....Sweet Jane....
Some people like to go out dancing
And other people, (like us) they gotta work
And there's always some evil mothers
they'll tell you life is full of dirt.
And the women never really faint, 
and the villans always blink their eyes.
And the children are the only ones who blush.
'Cause life is just to die.
But, anyone who has a heart
wouldn't want to turn around and break it...
and anyone who ever played the part..
he wouldn't want to turn around and fake it...
Sweet Jane....etc...and out


Dolce Jane 

In piedi in un angolo, con la valigia in mano
Jack è nel suo busto, Jill è nel suo gilè
Ed io, io sono in una rock’n’roll band
Guidando una Studebaker, Jim
Lo sai, quelli erano altri tempi
Quando tutti i poeti studiavano le regole del verso
E quelle signore, loro roteavano gli occhi
Dolce Jane…

Ti dico una cosa , che Jack è un banchiere
E Jane è un’impiegata
Ed entrambi risparmiano il oro soldi
E quando tornano dal lavoro
Seduti vicino al fuoco
La radio trasmette la musica classica
Disse Jim, “ la marcia del soldatino di legno”
Tutte le vostre proteste ragazzi,
Potete sentire Jack che dice,
Uccidete la radio!
Dolce Jane, vieni piccola
Dolce Jane

A qualcuno piace uscire e ballare, altri devono lavorare stai a guardarmi adesso
E ci sarà sempre qualche madre cattiva, beh ti diranno che è tutto uno schifo
E che, lo sai, le donne non svengono mai per davvero
E i maleducati strizzano sempre gli occhi
E che, lo sai, i bambini sono i soli ad arrossire
E che la vita è solo un ballo
E chiunque abbia mai avuto un cuore
Non volterebbe la schiena per spezzarlo
E chiunque abbia mai recitato
Non volterebbe mai la schiena per spezzarlo

Dolce Jane…

lunedì 24 giugno 2013

David Bowie - Rock 'n' roll with me



[1974]

Rock 'n' roll with me

You always were the one that knew
They sold us for the likes of you
I always wanted new surroundings
A room to rent while the lizards lay crying in the heat
Trying to remember who to meet

I would take a foxy kind of stand
While tens of thousands found me in demand

CHORUS
When you rock ‘n’ roll with me
No one else I’d rather be
Nobody here can do it for me
I’m in tears again
When you rock ‘n’ roll with me

Gentle hearts are counted down
The queue is out of sight and out of sounds
Me, I’m out of breath, but not quite doubting
I’ve found a door which lets me out!

CHORUS (x3)


Rock 'n' roll con me


Tu eri sempre quello che sapeva:
Ci hanno venduto per quelli come te.
Ho sempre voluto nuovi scenari,
Una stanza in affitto mentre le lucertole se ne stanno a piangere al caldo,
Cercando di ricordare chi bisogna incontrare.
Io vorrei fare la parte del furbo,
Mentre per decine di migliaia sono uno richiesto.

RITORNELLO
Quando fai rock’n’roll con me,
Non vorrei essere nessun altro:
Nessuno qui può farlo al posto mio
Sono di nuovo in lacrime,
Quando fai rock’n’roll con me.

I cuori gentili ormai si contano;
La fila, non riesco a vederla, né sentirla.
Io, io sono senza fiato, ma non ho molti dubbi
Di aver trovato una via d’uscita!

RITORNELLO (3 volte)

David Bowie - Rebel rebel



[1974]

Rebel rebel

You’ve got your mother in a whirl
She’s not sure if you’re a boy or a girl

Hey babe, your hair’s alright
Hey babe, let’s go out tonight
You like me, and I like it all
We like dancing and we look divine
You love bands when they’re playing hard
You want more and you want it fast
They put you down, they say I’m wrong
You tacky thing, you put them on

CHORUS
Rebel Rebel, you’ve torn your dress
Rebel Rebel, your face is a mess
Rebel Rebel, how could they know?
Hot tramp, I love you so!

Don’t ya?

CHORUS

You’ve torn your dress, your face is a mess
You can’t get enough, but enough ain’t the test
You’ve got your transmission and your live wire
You got your cue line and a handful of ludes
You wanna be there when they count up the dudes
And I love your dress
You’re a juvenile success
Because your face is a mess
So how could they know?
I said, how could they know?

So what you wanna know Calamity’s child,
Where’d you wanna go?
What can I do for you? Looks like you’ve been there too
‘Cause you’ve torn your dress
And your face is a mess
Ooo, your face is a mess
Ooo, ooo, so how could they know?
Eh, eh, how could they know?


Ribelle ribelle


Tua madre ha una gran confusione in testa:
Non sa bene se sei un ragazzo o una ragazza.
Ehi, tesoro, i tuoi capelli sono a posto;
Ehi, tesoro, usciamo insieme stasera. 
Io ti piaccio e a me piace tutto questo;
Ci piace ballare e siamo davvero divini.
Tu ami le band che ci vanno giù dure,
Vuoi tutto e subito.
Gli altri ti umiliano, dicono che io sbaglio;
Tu sguaiatamente li prendi in giro.

RITORNELLO
Ribelle ribelle, hai il vestito strappato.
Ribelle ribelle, la tua faccia è un casino.
Ribelle ribelle, ma che ne sanno gli altri?
Calda puttana, mi piaci così!

A voi no?

RITORNELLO

Hai il vestito strappato, la tua faccia è un casino.
Non sei mai soddisfatto, ma l’eccesso è la tua regola.
Hai corrente e filo elettrico,
Hai il tuo bel codazzo di gente e un po’ di “roba”
E ci tieni a far sapere che sei un dandy.
E adoro il tuo vestito!
Sei un giovane successo,
Perché la tua faccia è un casino.
Ma che ne possono sapere gli altri?!
Eh?! Che ne sanno gli altri?!

Allora che vuoi sapere, figlio di Calamity?
Dove vorresti andare?
Cosa posso fare per te? Sembra che anche tu fossi là,
Perché hai il vestito strappato
E la tua faccia è un casino.
Oh, la tua faccia è un casino!
Oh, oh, ma che ne possono sapere gli altri?
Eh eh, che ne sanno?

domenica 23 giugno 2013

David Bowie - Diamond dogs



[1974]

Diamond dogs

As they pulled you out of the oxygen tent
You asked for the latest party

With your silicone hump and your ten inch stump
Dressed like a priest you was
Todd Browning’s freak you was

Crawling down the alley on your hands and knee
I’m sure you’re not protected, for it’s plain to see
The Diamond Dogs are poachers and they hide behind trees
Hunt you to the ground they will,
mannequins with kill appeal

CHORUS
(Will they come?) I’ll keep a friend serene
(Will they come?) Oh baby, come unto me
(Will they come?)
Well, she’s come, been and gone.

Come out of the garden, baby
You’ll catch your death in the fog
Young girl, they call them the Diamond Dogs


The Halloween Jack is a real cool cat
And he lives on top of Manhattan Chase

The elevator’s broke, so he slides down a rope
Onto the street below, oh Tarzie, go man go

Meet his little hussy with his ghost town approach
Her face is sans feature, but she wears a Dali brooch
Sweetly reminiscent, something mother used to bake

Wrecked up and paralyzed, Diamond Dogs are sableized

CHORUS


In the year of the scavenger, the season of the bitch
Sashay on the boardwalk, scurry to the Ditch
Just another future song, lonely little kitsch
(There’s gonna be sorrow) try and wake up tomorrow

CHORUS


Ooh, call them the Diamond Dogs (x2)
Bow-wow, woof woof, bow-wow, wow
Call them the Diamond Dogs (ad lib)

Keep cool - Diamond Dogs rule, OK
Beware of the Diamond Dogs (repeat)


Cani di diamante


Mentre ti tiravano fuori dalla tenda ad ossigeno,
Hai chiesto dov’era l’ultimo party,
Con la tua gobba di silicone e il tuo tronco di 25 centimetri.
Eri vestito che parevi un prete,
Eri un capriccio della natura.

Strisci per il vicolo, carponi sulle mani e le ginocchia:
Sono sicuro che non sei protetto, perché si vede subito.
I Cani di Diamante sono cacciatori e si nascondono dietro gli alberi.
Fino alla morte t’inseguiranno,
Manichini con l’istinto di uccidere.

RITORNELLO
(Verranno?) Tranquillizzerò un amico.
(Verranno?) Oh, amore, vieni verso me.
(Verranno?)
Beh, lei è venuta, è stata qui e se n’è andata.
Esci dal giardino, piccola:
Troverai la morte nella nebbia!
Ragazzina, li chiamano i Cani di Diamante.

Halloween Jack è uno proprio figo
Che vive in cima alla Riserva di caccia di Manhattan.
L’ascensore è scassato e allora lui si cala con una fune
Nella strada di sotto: oh, Tarzanuccio, vai, bello! 

Lui becca la sua troietta col suo approccio da città fantasma.
La faccia di lei è sfigurata, ma ha una spilla di Dalì,
Un caro ricordo, che la madre era solita cuocere in forno.

Distrutta e paralizzata, i Cani di Diamante sono nei loro zibellini.

RITORNELLO

Nell’anno del morto di fame, nella stagione della puttana,
Sashay corre a piccoli passi sulla passerella, verso lo scarico.
Solo un’altra canzone futuristica, solitaria e un po’ kitsch.
(Ci saranno sofferenze) prova a svegliarti domani.

RITORNELLO

Oh, li chiamano i Cani di Diamante. (Due volte)
Bau bau, arf arf, bau bau bau.
Li chiamano i Cani di Diamante. (Ad lib.)

Tienti calmo, i Cani di diamante sono dappertutto,OK?
Attento ai Cani di diamante! (Ripetuto)

venerdì 31 maggio 2013

Riccardo Cocciante - Lucia


[1974]


Lucia


Sei una farfalla che 
si è fatta trasportare su dal vento 
per girare intorno al sole 
credendolo amore 

Lucia 
lui ti ha bruciato le ali 
Lucia 
lui ti ha bruciato le ali 
le ali 

Sei come un angelo 
che ha sbagliato azzurro 
ed è caduto all'improvviso 
in fondo al mare 
credendolo amore 

Lucia 
se fossi stata mia 
Lucia 
se fossi stata mia 
mia 

Io ti avrei 
curato come un fiore 
non ti avrei 
strappato le radici


Riccardo Cocciante - Se Io Fossi


[1974]


Se io fossi


Se io fossi il fuoco 
tutto il mondo brucerei 
Se io fossi il vento 
lo cancellerei 
Se io fossi l'acqua 
tutto quanto coprirei 
nascondendo tutto dell'umanità 

Se io fossi un fiore 
non vorrei nascere mai 
Se io fossi il sole 
non riscalderei 
Se io fossi neve 
tutto quanto coprirei 
nascondendo tutto dell'umanità 

Basta un seme e un po' di terra 
e tra i sassi nasce un fiore 
basterebbe così poco 
basterebbe così poco 

Se io fossi il cielo 
sempre nero resterei 
Se io fossi stella 
non risplenderei 

Sono solo un uomo 
soltanto un uomo 
ma se fossi in Lui 
ricomincerei 
se io fossi Lui ricomincerei


Riccardo Cocciante - Puoi Chiamarmi Col Mio Nome


[1974]


Puoi chiamarmi col mio nome


Quando sentirai il mio nome 
sulle labbra di qualcuno 
e nessuno avrà chiamato 
qualcun altro col mio nome 
e ti chiederai ma quando, quando torna 
Quando 
le tue lacrime sincere 
bagneranno le tue mani 
e ti accorgerai che sono 
dei diamanti di valore 
e ti chiederai ma quando, quando torna 
quando 
Quando le tue lunghe notti 
seguiranno ad altre notti 
senza mai vedere il giorno 
Quando avrai dimenticato 
quello che ti ho fatto allora 
allora, allora 
puoi uscire sul balcone 
e chiamarmi col mio nome 
sarò lì ad aspettare 
lì per ricominciare 

martedì 21 maggio 2013

Francesco Guccini - Canzone delle osterie di fuori porta



[1974]

Canzone delle osterie di fuori porta


Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, 
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta: 
qualcuno è andato per età, qualcuno perchè già dottore 
e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po' peggiore... 

Cadon come foglie o gli ubriachi sulle strade che hanno scelto, 
delle rabbie antiche non rimane che una frase o qualche gesto, 
non so se scusano il passato per giovinezza o per errore, 
non so se ancora desto in loro, se m' incontrano per forza, la curiosità o il timore... 

Io ora mi alzo tardi tutti i giorni, tiro sempre a far mattino, 
le carte poi il caffè della stazione per neutralizzare il vino, 
ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, 
non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta... 

Si alza sempre lenta come un tempo l'alba magica in collina, 
ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima. 
Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio, 
il giorno è sempre un po' più oscuro, sarà forse perchè è storia, sarà forse perchè invecchio... 

Ma le strade sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte, 
son caduti i fiori e hanno lasciato solo simboli di morte. 
Dimmi se son da lapidare se mi nascondo sempre più, 
ma ognuno ha la sua pietra pronta e la prima, non negare, me la tireresti tu... 

Sono più famoso che in quel tempo quando tu mi conoscevi, 
non più amici, ho un pubblico che ascolta le canzoni in cui credevi 
e forse ridono di me, ma in fondo ho la coscienza pura, 
non rider tu se dico questo, ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura... 

Ma non devi credere che questo abbia cambiato la mia vita, 
è una cosa piccola di ieri che domani è già finita. 
Son sempre qui a vivermi addosso, ho dai miei giorni quanto basta, 
ho dalla gloria quel che posso, cioè qualcosa che andrà presto, quasi come i soldi in tasca... 

Non lo crederesti ho quasi chiuso tutti gli usci all'avventura, 
non perchè metterò la testa a posto, ma per noia o per paura. 
Non passo notti disperate su quel che ho fatto o quel che ho avuto: 
le cose andate sono andate ed ho per unico rimorso le occasioni che ho perduto... 

Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, 
ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta: 
qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione, 
chi perchè stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi ed è una morte un po' peggiore...

Francesco De Gregori - Le storie di ieri



[1974]

Le storie di ieri


Mio padre ha una storia comune, 
condivisa dalle sue generazioni, 
la mascella nel cortile parlava, 
troppi morti lo hanno tradito, 
tutta gente che aveva capito. 
E il bambino nel cortile sta giocando, 
tira sassi nel cielo e nel mare, 
ogni volta che colpisce una stella 
chiude gli occhi e si mette a volare, 
chiude gli occhi e si mette a volare. 


E i cavalli a Salò sono morti di noia, 
a giocare col nero perdi sempre, 
Mussolini ha scritto anche poesie, 
i poeti che brutte creature, 
ogni volta che parlano è una truffa. 
Ma mio padre è un ragazzo tranquillo, 
la mattina legge molti giornali, 
è convinto di avere delle idee. 
E suo figlio è una nave pirata, 
e suo figlio è una nave pirata. 
E anche adesso è rimasta una scritta nera, 
sopra il muro davanti a casa mia. 
Dice che il movimento vincerà; 
il gran capo ha la faccia serena, 
la cravatta intonata alla camicia. 


Ma il bambino nel cortile si è fermato, 
si è stancato di seguire aquiloni, 
si è seduto tra i ricordi vicini, rumori lontani, 
guarda il muro e si guarda le mani, 
guarda il muro la e si guarda le mani. 

giovedì 9 maggio 2013

Riccardo Cocciante - Bella Senz'Anima



[1974]


Bella senz'anima


E adesso siediti su quella seggiola,
stavolta ascoltami senza interrompere,
è tanto tempo che volevo dirtelo.
Vivere insieme a te è stato inutile,
tutto senza allegria, senza una lacrima,
niente da aggiungere ne da dividere,
nella tua trappola ci son caduto anch'io,
avanti il prossimo, gli lascio il posto mio.

Povero diavolo, che pena mi fa,
e quando a letto lui ti chiederà di più
tu glielo concederai perché tu fai così,
come sai fingere se ti fa comodo.
E adesso so chi sei e non ci soffro più,
e se verrai di là te lo dimostrerò,
e questa volta tu te lo ricorderai.
E adesso spogliati come sai fare tu,
ma non illuderti, io non ci casco più,
tu mi rimpiangerai, bella senz'anima.
Na na na na ra na ..
na na na na ra na ...
ah ah ah ah ah ah...

venerdì 26 aprile 2013

Riccardo Cocciante - Quando Finisce Un Amore


[1974]


Quando finisce un amore


 Quando finisce un amore così com'e' finito il mio
senza una ragione ne' un motivo, senza niente
ti senti un nodo nella gola,
ti senti un buco nello stomaco
ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente
e non ti basta più un amico e non ti basta più distrarti
e non ti basta bere da ubriacarti
e non ti basta ormai più niente
e in fondo pensi, ci sarà un motivo
e cerchi a tutti i costi una ragione
eppure non c'e' mai una ragione
perché un amore debba finire
e vorresti cambiare faccia, e vorresti cambiare nome
e vorresti cambiare aria, e vorresti cambiare vita
e vorresti cambiare il mondo
ma sai perfettamente
che non ti servirebbe a niente
perché c'e' lei, perché c'e' lei
perché c'e' lei, perché c'e' lei
perché c'e' lei nelle tue ossa
perché c'e' lei nella tua mente
perché c'e' lei nella tua vita
e non potresti più mandarla via,
nemmeno se cambiassi faccia
nemmeno se cambiassi nome
nemmeno se cambiassi aria
nemmeno se cambiassi vita
nemmeno se cambiasse il mondo
però, se potessi ragionarci sopra
saprei perfettamente che domani sarà diverso
lei non sarà più lei
io non sarò lo stesso uomo
magari l'avrò già dimenticata
magari se potessi ragionarci sopra
e se potessi ragionarci sopra
ma non posso, perché ...
quando finisce un amore ......

mercoledì 24 aprile 2013

Francesco de Gregori - Niente da capire


[1974]

Niente da capire

Le stelle sono tante, milioni di milioni,
la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida.
Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte,
con l'anima in riserva e il cuore che non parte.
Però Giovanna io me la ricordo ma è un ricordo che vale dieci lire.
E non c'è niente da capire.
Mia moglie ha molti uomini,
ognuno è una scommessa perduta ogni mattina nello specchio del caffè.
Io amo le sue rughe ma lei non lo capisce,
ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce,
però Giovanna è stata la migliore,
faceva dei giochetti da impazzire.
E non c'è niente da capire.
Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve,
che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore.
È giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male,
io non ti invidio niente,
non ho niente di speciale.
Ma se i tuoi occhi fossero ciliege io non ci troverei niente da dire.
E non c'è niente da capire.
È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi,
mi dicono che stai vincendo e ridono
da matti, ma io non lo sapevo che era una partita,
posso dartela vinta e tenermi la mia vita.
Però se un giorno tornerai da queste parti,
riportami i miei occhi e il tuo fucile.
E non c'è niente da capire.

giovedì 11 aprile 2013

Edoardo Bennato . Salviamo il salvabile

[1974]


Salviamo il salvabile


 Abbiamo fatto una bella riuscita
a questo punto la mela è avariata
io me la vedo brutta ma, salviamo il salvabile...


Per il momento sei tu quello che da le carte
però per tutti c'è un'unica sorte, tutti sulla
stessa barca, salviamo il salvabile...

E' giusto che ognuno si prenda una fetta
chiudiamo tutte le scuole di lotta, io me la vedo
brutta ma, salviamo il salvabile...

E' già successo ed era solo l'inizio
ma più corriamo e più ci manca lo spazio
qui non ci entriamo più, salviamo il salvabile...

S'alza il sipario, forse è l'ultimo atto
ognuno in fila a firmare il contratto
la recita continua, noi salviamo il salvabile...

Soltanto quelli che hanno gli occhi nel vuoto
hanno diritto ad uscire dal gioco
ma noi che siamo in ballo, noi
salviamo il salvabile...

Io stavo avanti e facevo da guida
e quanta gente si è persa per strada
io ero in buona fede ma
salvate il salvabile... io non c'entro...
voi... voi, salvate il salvabile!



giovedì 4 aprile 2013

Enzo Jannacci - Vincenzina e la fabbrica



[1974]

Vincenzina e la fabbrica


Vincenzina davanti alla fabbrica, 
Vincenzina il foulard non si mette più. 
Una faccia davanti al cancello che si apre già. 
Vincenzina, hai guardato la fabbrica 
come se non c'è altro che fabbrica 
e hai sentito anche odor di pulito 
e la fatica è dentro là... 
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui, 
sto Rivera che ormai non mi segna più, 
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua. 
Vincenzina davanti alla fabbrica, 
Vincenzina vuol bene alla fabbrica, 
e non sa che la vita giù in fabbrica 
non c'è, se c'è com'è ?

mercoledì 6 febbraio 2013

Giorgio Gaber - Le Mani




[1974]



Un incontro civile fra gente educata
che si alza in piedi e che si saluta
un incontro un po' anonimo reso più umano
da una cordiale stretta di mano.

Una mano appuntita, una mano un po' tozza
una mano indifesa che fa tenerezza
una stretta di mano virile e fascista
che vuol dire: non sono un pederasta!

Una mano un po' timida, poco convinta
tu parti deciso e lei ti fa la finta
una mano furbetta da pubblicitario
una mano pulita da commissario.

Una mano a spatola che scatta nervosa
un'altra suadente, un po' troppo affettuosa
una mano imprecisa, una squallida mano
da socialdemocratico, da repubblicano.

Una mano da artista, tortuosa e impotente
una mano da orso, pelosa e ignorante
una mano commossa di chi ha tanti guai
una mano da piovra che non ti lascia mai

un carosello inutile, grottesco e giocondo
in questa palla gigante che poi è il mondo!

Un mondo di assurdi esseri umani
un gioco abilissimo, un intreccio di mani
ci comunichiamo così spudorati
quando ci siamo affezionati.

Mani educate di anziani signori
mani abilissime di gente d'affari
mani che ti lisciano con troppa simpatia
con un tocco morboso che sa di sacrestia

un festival viscido e nauseabondo
in questa grande famiglia che poi è il mondo!

Mani di amici, di dottori, di insegnanti
mani di attori, di divi, di cantanti
mani di ministri che chiedono la fiducia
mani sottili manovrate con ferocia.

Mani bianchissime, schifose da toccare
mani inanellate di papi da baciare
mani scivolose di esseri umani
mani dappertutto, tantissime mani

le guardo, mi sommergo, annego e sprofondo
in questo lago di merda che poi è il mondo! 




Giorgio Gaber - La Leggerezza




[1974]


Hop, hop, hop
com'è misteriosa la leggerezza
hop, hop, hop
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi
hop, hop, hop
butta via il dolore, la pesantezza
hop, hop, hop
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

Anche per oggi non si vola
una folla enorme che mi tira per le braccia
che mi frena, una folla che mi schiaccia
con tanti parenti abbarbicati, amori attaccati
e tanti problemi e tante zie sempre malate
che risate!

Questo pacco di coscienza
come lo sento, mi dedico a tutti
con la mia riconoscenza
io li abbraccio e mi sgomento
c'ho anche un cane come son contento
no, no, no!

Hop, hop, hop
com'è misteriosa la leggerezza
hop, hop, hop
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi mai.

Prova a sollevarti dal suolo
almeno di due dita
non aver paura del volo
leggero come…

Hop, hop, hop
butta via il dolore, la pesantezza
hop, hop, hop
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai.

Anche per oggi non si vola
una cassa enorme che mi porto sulla schiena
che mi schiaccia, un cassa tutta piena di libri
e di oggetti accatastati, di libri ingialliti, di carta stampata
c'ho una cassa sulle spalle
che palle!

Questo pacco di coscienza
com'è ingombrante, c'è proprio tutto
dalla logica alla scienza
da Marcuse fino a Dante
c'è anche Fellini, com'è pesante…
no, no, no.

Hop, hop, hop
com'è misteriosa la leggerezza
hop, hop, hop
è una strana cosa, è una carezza
che non vuoi
hop, hop, hop
butta via il dolore, la pesantezza
hop, hop, hop
cerca di inventare la tua leggerezza
e volerai 





sabato 19 gennaio 2013

Rino Gaetano - A Khatmandu

[1974]


A Khatmandu


Si fumava non ci davano la sola
uno sguardo o soltanto una parola
ci bastava per capire dove il lupo va a guaire
e la notte quei ricordi della sera
fra i fumi degli spini e la barbera
ci facevano pensare dove il lupo va a sbranare
A Khatmandu non c'eri più
ma ho visto i tuoi occhi
sull'asfalto blu
A Khatmandu quando ero giu
fra i fori e la stazione
c'era via Cavour
A Khatmandu non sei più li
quando la tua voce
non arriva più al mi
Ritornavo masticando le altalene
risorgendo dalla croce a kerosene
ma capimmo in un momento quando il lupo tema il vento
A Khatmandu c'è anche il gurù
ci porta in paranoia
predicando a testa in giu
A Khatmandu non dormi più
ti sforzi di scavare
dentro i tuoi tabù




venerdì 7 dicembre 2012

Renato Zero - Depresso



[1974]


Vado così,
Mi trascina non so chi,
Attraverso corsie…
Non capisco che cosa è successo…sono depresso!!!
Andate via,
Non conosco la follia,
Voglio uscire di qui,
Dai,toglietemi gli occhi di dosso! Sono depresso!!!
Batto le mani,
Piango e rido, se mi va.
Sputo sulla città.
Faccio in pezzi pupazzi di gesso!
Mentre tu ridi,
Della mia libertà,
Per la tua vanità,
Ma la fine, la chiami progresso.
Dico di si,
Ti assecondo se lo vuoi,
Ma, che resti fra noi,
Son felice se sono depresso… Sono depresso!!
( coro ) Matto, matto,
Sei un caso tragico!
Matto, matto ma…
Vedi, vedi,
Non son matto come credi.
Se un matto c'è, sei tu!
Ridi, parli,
Nella mente hai mille tarli.
E non sorridi più…
Voglio andar via,
Non è qui casa mia,
Non farò,
Quello che vuoi.
Non mi tenere legato quaggiù,
Perché sai…Ucciderai te stesso!
(coro) Depresso, depresso, non dire no al progresso ah!
Sono depresso, lasciatemi!
(coro) Depresso depresso, scenderai sempre più in basso,ah!
Sono depresso, lasciatemi!
Depresso, lasciatemi! 




martedì 4 dicembre 2012

Domenico Modugno - Questa è la mia vita



[1974]

Questa è la mia vita

Questa è la mia vita 
e ve la racconto, 
breve riassunto 
di poesia 
e di pianto, ah, ah. 
Questa e' la mia vita, 
sono a metà strada, 
chi mi ascolta creda, 
chi non vuole vada. 

Da anni di illusioni, 
sogni e delusioni 
che ha vissuto un uomo 
da quel giorno che 
venne a questo mondo, 
con un viso allegro 
lavoro' da negro, 
lavoro' per tre 

e ogni ruga 
è un bel fiore, 
un pensiero d'amore, 
ah, ah.
Un' amara conquista, 
un dolore di testa, 
un sogno in più, 
una vita inventata e vissuta 
fra la gente che odia e che ama, 
quanta ne ho conosciuta. 
Ognuna ha una trama 
e ognuna fa parte di me. 

Ecco la mia vita, 
come nei fumetti 
molta colorita, 
piena di difetti, 
ah, ah. 
Ecco le mie mani 
che han saputo dare, 
che hanno dato tanto 
senza mai rubare. 

Ecco la mia donna 
che mi lascia fare 
e malgrado tutto 
vince sempre lei. 
Ecco la mia vita, 
ecco la mia età, 
è da mille anni 
che non vivo qua

e ogni ruga 
è un bel fiore, 
un pensiero d'amore, 
ah, ah. 
Un romanzo, 
una storia 
di sconfitte 
e di gloria, 
di verità 
e ogni ruga 
raccoglie dieci anni 
di profondi silenzi 
e parole, 
di risate ed affanni, 
di dolcezze di inganni, 
di errori stupendi 
per me 

e ogni ruga 
è un bel fiore, 
un pensiero d'amore, 
ah, ah.  

Come quattro medaglie 
sul fronte 
le mie quattro ferite qui 
in fronte, 
sono tante battaglie 
di una vita che amo, 
di una vita che tengo con me 

perchè ogni ruga è 
un bel fiore, 
un bellissimo fiore, 
ah, ah.


sabato 15 settembre 2012

Cher - Dark Lady


[1974]

Dark Lady

The fortune queen of New Orleans
Was brushing her cat in her black limousine
On the back seat were scratches
From the marks of men
her fortune she had won
Couldn't see through the tinted glass
She said, "Home James" and he hit the gas
I followed her to some darkened room
She took my money, she said:
"I'll be with you soon"

Chorus:
Dark lady laughed and danced
And lit the candles one by one
Danced to her gypsy music
Till her brew was done
Dark lady played black magic
Till the clock struck on the twelve
She told me more about me
Than I knew myself


She dealt two cards, a queen and a three
And mumbled some words
That were so strange to me
Then she turned up a two-eyed jack
My eyes saw red but the card
Still stayed black
She said the man you love
is secretly true
To someone else who is very close to you
My advice is that you leave this place
Never come back and forget
you ever saw my face

Chorus

So I ran home and crawled in my bed
I couldn't sleep because of
all the things she said
Then I remembered her strange perfume
And how I smelled it
once in my own room
So I sneaked back and
caught her with my man
Laughing and kissing till
they saw the gun in my hand
The next thing I knew
they were dead on the floor
Dark lady would never turn
a card up anymore

Chorus
Dark Lady

La regina della fortuna di New Orleans
Spazzolava il gatto nella sua limousine nera
Sul sedile posteriore c'erano graffi
Dai segni degli uomini
che la sua fortuna aveva sconfitto
Non si vedeva attraverso il vetro oscurato
Ha detto, "James, a casa" e lui diede gas
La seguii in qualche stanza buia
Ha preso i miei soldi, e disse:
"Io sarò presto da voi"

Rit:
La Dark Lady rideva e ballava
E accese le candele una ad una
Ha ballato la sua musica gitana
Finché il suo infuso fu pronto
La Dark Lady praticava la magia nera
Fino allo scoccare delle dodici
Mi ha detto di più su me stesso
Poi conobbi me stesso

Lei scelse due carte, una regina e un tre
E borbottò alcune parole
Ciò era così strano per me
Poi si tirò fuori il Fante a due occhi
I miei occhi hanno visto rosso, ma la carta
Rimase ancora nero
Ha detto che l'uomo che ami
è segretamente legato
a qualcuno che è molto vicino a te
Il mio consiglio è di lasciare questo posto
Mai tornare indietro e dimenticare
di avere mai visto la mia faccia

Rit

Così corsi a casa e mi infilai nel mio letto
Non riuscivo a dormire a causa
di tutte le cose che ha detto
Poi mi sono ricordato il suo profumo strano
E come lo avevo già sentito
prima nella mia stanza
Così ho furtivamente tonai indietro
e la colsi con il mio uomo
Ridevano e si baciavano fino a quando
non videro la pistola nella mia mano
La sola cosa che seppi dopo fu
che erano morti sul pavimento
La Dark Lady non avrebbe
mai più girato una carta 

Rit