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giovedì 15 maggio 2014

Mina - Amanti di valore

1973


Amanti di valore




Questa notte potevamo morire
e sfruttare al meglio tutto di noi.
Con il desiderio di non finire mai
l'amore premierà,
due corpi che al pudore,
han gridato fai pietà
non troverai ogni notte
due amanti come noi.
Di certo sarà fiero di vederci ancora
nemici dell'aurora.
La finestra è ancora chiusa, vorrei
rinnegare il sole che ci viene incontro,
provocarti ancora un'ultima volta
per dirti "vado via".
Ci siamo consumati
rischiando la follia
un'altra notte uguale
non si ripeterà.
E certo non ci incontreremo più
come si fa
fra amanti di valore.
Torneremo i due borghesi di sempre noi
quando andremo via
da questa stanza dove
morì l'ipocrisia,
uccisa da una notte che non si scorderà
e noi non vorremo vederci più
come si fa
fra amanti di valore.


 

venerdì 21 giugno 2013

David Bowie - The Jean Genie



[1973]

The Jean Genie

A small Jean Genie
snuck off to the city
Strung out on lasers
and slash back blazers
Ate all your razors
while pulling the waiters
Talking bout Monroe
and walking on Snow White 19
New York's a go-go 19
and everything tastes right
Poor little Greenie

CHORUS
The Jean Genie lives on his back
The Jean Genie loves chimney stacks
He's outrageous, he screams and he bawls
Jean Genie let yourself go!

Sits like a man
but he smiles like a reptile
She loves him, she loves him but
just for a short while
She'll scratch in the sand,
won't let go his hand
He says he's a beautician
and sells you nutrition
And keeps all your dead hair
for making up underwear
Poor little Greenie

CHORUS

He's so simple minded
he can't drive his module
He bites on the neon and sleeps in the capsule
Loves to be loved, loves to be loved

CHORUS (x2)


Il Jean Genie*


Un piccolo Jean Genie 
sgusciò fuori verso la città
Legato su laser 
e giacche svolazzanti
Mangiò tutti i tuoi rasoi 
mentre si fa i camerieri
Parlando della Monroe, 
camminando su Biancaneve 
New York è all'ultima moda 
e tutto sa di buono
Povero piccolo Novellino

RITORNELLO
Il Jean Genie si vive addosso
Il Jean Genie ama le cappe dei camini
È oltraggioso, grida e schiamazza
Jean Genie lasciati andare

Siede come un uomo 
ma sorride come un rettile
Lei lo ama, lo ama 
ma solo per poco
Gratterà la sabbia,
non lascerà la sua mano
Lui dice di essere un estetista 
e ti vende nutrimento
E conserva tutti i tuoi capelli morti
per farne biancherie
Povero piccolo Novellino

RITORNELLO

Le sue idee sono così semplici 
che non può guidare il suo modulo 
Morde i neon e dorme in una capsula
Ama per essere amato, ama per essere amato

RITORNELLO (x2)






* Ci sono varie interpretazioni sul titolo di questo brano: "Genie" è genio in inglese, potrebbe riferirsi al Genio della Lampada di Aladino per seguire il filo conduttore dell' album; altri pensano che si riferisca a Jean Genet, autore underground omosessuale, che condusse una vita dissipata, fatta di furti, prostituzione e galera. Bowie dichiarò che la canzone è su Iggy Pop: "Lo avevo appena conosciuto e cercavo il modo di verbalizzare l' immagine che avevo avuto di lui." Il brano è stato scritto in una notte durante una sosta a Nashville. 

David Bowie - Panic in Detroit



[1973]

Panic in Detroit

He looked a lot like Che Guevara,
drove a diesel van
Kept his gun in quiet seclusion,
such a humble man
The only survivor of the National People's Gang
Panic in Detroit, I asked for an autograph
He wanted to stay home, I wish someone would phone

Panic in Detroit

He laughed at accidental sirens that broke the evening
gloom
The police had warned of repercussions

They followed none too soon
A trickle of strangers were all that were left alive
Panic in Detroit, I asked for an autograph
He wanted to stay home, I wish someone would phone

Panic in Detroit

Putting on some clothes I made my way to school
And I found my teacher
crouching in his overalls

I screamed and ran to smash my favorite slot machine
And jumped the silent cars that slept at traffic lights

Having scored a trillion dollars,
made a run back home

Found him slumped across the table.
A gun and me alone
I ran to the window. Looked for a plane or two
Panic in Detroit.
He'd left me an autograph
"Let me collect dust."
I wish someone would phone

Panic in Detroit.


Panico a Detroit


Assomigliava molto a Che Guevara, 
guidava un camioncino diesel
Teneva il fucile in un posto appartato, 
che uomo umile!
L'unico sopravvissuto della Banda Nazionale del Popolo
Panico a Detroit, gli chiesi un autografo
Voleva restare a casa, io speravo che qualcuno telefonasse

Panico a Detroit.

Rise delle sirene improvvise che squarciarono la tristezza 
della sera
La polizia aveva annunciato ripercussioni

Arrivarono un po' troppo tardi
Un pugno di stranieri erano tutto quello che rimaneva vivo
Panico a Detroit, gli chiesi un autografo
Voleva restare a casa, io speravo che qualcuno telefonasse

Panico a Detroit.

Mi misi addosso qualcosa e mi incamminai verso la scuola
E trovai il mio insegnante 
che si rannicchiava nel suo grembiule

Gridai e corsi a giocare alla mia slot-machine preferita 
E saltai le macchine silenziose che dormivano ai semafori

Dopo aver vinto un trilione di dollari,
feci una corsa a casa, 

Lo trovai steso sulla tavola. 
Io solo con un fucile
Corsi alla finestra. Guardai qualche aeroplano
Panico a Detroit. 
Mi ha lasciato un Autografo
"Lasciatemi raccogliere polvere."
Spero che qualcuno telefoni.

Panico a Detroit.

David Bowie - Drive-in Saturday



[1973]

Drive-in Saturday

Let me put my arms
around your head
Gee, it's hot, let's go to bed
Don't forget to turn on the light
Don't laugh babe, it'll be alright
Pour me out another phone
I'll ring and see
if your friends are home
Perhaps the strange ones in the dome
Can lend us a book we can read up alone

And try to get it on like once before
When people stared in Jagger's eyes
and scored
Like the video films we saw

CHORUS
His name was always Buddy
And he'd shrug and ask to stay
She'd sigh like Twig the Wonder Kid
And turn her face away
She's uncertain if she likes him
But she knows she really loves him
It's a crash course for the ravers
It's a Drive-in Saturday

Jung the foreman prayed at work
That neither hands nor limbs would burst
It's hard enough to keep formation
amid this fall out saturation


Cursing at the Astronette 8
Who stands in steel
by his cabinet
He's crashing out with Sylvian
The Bureau Supply
for ageing men

With snorting head he gazes to the shore
Which once had raised a sea
that raged no more
Like the video films we saw

CHORUS
It's a Drive-in Saturday (repeat)


Sabato da drive-in


Lascia che metta le braccia 
attorno alla tua testa 
Santo cielo, è calda, andiamo a letto
Non dimenticare di accendere la luce
Non ridere bambina, andrà tutto bene 
Procurami un'altro telefono 
Chiamerò per vedere 
se i tuoi amici sono a casa 
Forse quei tipi strani sotto la cupola
Possono prestarci un libro da leggere da soli

E cerca di farlo funzionare come un tempo
Quando la gente fissava gli occhi di Jagger
e provava piacere 
Come nei vecchi film che abbiamo visto 

RITORNELLO
Il suo nome era sempre Buddy
E scrollava le spalle e chiedeva di restare
Lei sospirava come Twig 10 il Ragazzo Prodigio
E girava la faccia dall' altra parte
Lei non era sicura se lui le piacesse 
Ma sapeva di amarlo davvero 
È un corso accelerato per arrapati 
E' un sabato da Drive-in

Jung, il caporeparto, pregava al lavoro
Che le mani o altri arti non bruciassero
E' abbastanza difficile mantenersi intatti 
con questa saturazione da pioggia radioattiva

Imprecando contro l'Astronette 11
Che si trova, d'acciaio, 
vicino al suo armadietto
Lui si precipita fuori con Sylvian
L'ufficio d'Approvvigionamento
per uomini che stanno invecchiando

Sbuffando fissa la costa
Dove una volta montava un mare
che non infuria più
Come i vecchi film che abbiamo visto 

RITORNELLO
E' un sabato da Drive-in (ripeti ad inf.)

venerdì 31 maggio 2013

Eagles - Desperado


[1973]

Desperado

Desperado, why don't you come to your senses?
You been out ridin' fences for so long now
Oh, you're a hard one
I know that you got your reasons
These things that are pleasin' you
Can hurt you somehow

Don't you draw the queen of diamonds, boy
She?ll beat you if shès able
You know the queen of heats is always your best bet

Now it seems to me, some fine things
Have been laid upon your table
But you only want the ones that you can't get

Desperado, oh, you ain't gettin' no youger
Your pain and your hunger, they're drivin' you home
And freedom, oh freedom well, that's just some people talkin'
Your prison is walking through this world all alone

Don't your feet get cold in the winter time?
The sky won't snow and the sun won't shine
It?s hard to tell the night time from the day
Yoùre loosin' all your highs and lows
Ain't it funny how the feeling goes away?

Desperado, why don't you come to your senses?
Come down from your fences, open the gate 
It may be rainin', but therès a rainbow above you
You better let somebody love you, before it's too late


Desperado

Desperado, perchè non torni in te?
Hai vissuto sopra le righe per cosi tanto tempo, oramai
Oh, tu sei un duro e
So che hai le tue ragioni ma
Queste cose che ti danno piacere
Possono anche ferirti in qualche modo

Non pescare la regina di quadri, ragazzo
Lei ti batte se può 
Sai che la regina di cuori è sempre la tua migliore scommessa

Guarda, a me pare che ci siano tante belle cose
che giacciono sul tuo tavolo
Ma tu vuoi solo quello che non puoi avere

Desperado oh non stai  certo diventando più giovane
Il tuo dolore e la tua brama ti stanno portando a casa...
E la libertà, si la libertà e solo uan cosa di cui la gente parla
La tua prigione è camminare in questo mondo da solo

Ma i tuoi piedi non diventeranno freddi nell'inverno?
Dal cielo non nevicherà e il sole non brillerà?
Ti è difficile distinguere la notte dal giorno
Stai perdendo tutti i tuoi punti di riferimento
Non è strano come la sensazione se ne va?

Desperado, perché non usi la ragione?
Scendi dalle tue posizioni, apri il cancello
Potrebbe piovere, ma c'è un arcobaleno sopra di te
Faresti meglio a lasciare che qualcuno ti ami prima che sia troppo tardi


venerdì 26 aprile 2013

Riccardo Cocciante - Decisamente Tu


[1973]

Decisamente tu


Col sole bianco e disteso al sole
e i miei pensieri senza parole
verdi illusioni rosse passioni
appeso a filo ad asciugare
con quei calzini da rammendare
e i fazzoletti da ripiegare
ma le tue mani piene di sole
fra le tue mani piene d'amore

Decisamente tu
sei stata un angelo
da quella volta che hai detto sì
senza parlare mi hai detto sì
senza un altare senza arrossire
mi hai detto sì

Analizzando la situazione
a mente fredda senza passione
scopro che forse questo non è il momento
di portare via le lenzuola dal vento
e quei calzini da rammendare
restano lì ad aspettare
i fazzoletti da ripiegare
li metto in tasca senza stirare

Decisamente tu
non sei più l'angelo
che quella volta mi ha detto sì
senza parlare mi ha detto sì
senza un altare senza arrossire
mi detto sì

E l'incoerenza dei tuoi pensieri
mi fa capire che fino a ieri
ho coltivato senza successo
un fiore falso falso fatto di gesso
e adesso scendi dal piedistallo
perché sei vetro non sei cristallo
e adesso basta col tuo veleno
perché sei niente forse di meno

Decisamente tu
non sei mai stata un angelo
neanche quella volta che hai detto sì
senza parlare mi hai detto sì
senza un altare mi hai detto sì
senza arrossire mi hai detto sì

mercoledì 24 aprile 2013

Francesco De Gregori - Il ragazzo



[1973]

Il ragazzo


Il ragazzo ha capelli rossi ed occhi blu. 
Pantaloni corti e uno strappo proprio lì. 
Amici nel quartiere non ne ha 
e quando va a giocare dove va? 
Il ragazzo sale molto spesso sopra un albero. 
Che fa? Sceglie un ramo 
e cerca il punto esatto dove muore la città. 
E' quasi ora di cena, quando viene giù, 
suo padre ormai non lo capisce più. 
E con gli occhi dentro al piatto lui, 
mangia molto ma non parla mai. 
Ha una luce strana dentro agli occhi 
e qualcuno l'ha chiamata cattiveria. 
Ma poi, chissà la gente che ne sa, 
chissà la gente che ne sa, 
dei suoi pensieri sul cuscino che ne sa, 
della sua luna in fondo al pozzo che ne sa, 
dei suoi pensieri e del suo mondo. 
Il ragazzo cresce sempre solo 
e non si sente solo mai. 
Ha una voglia strana in fondo al cuore 
che nemmeno lui lo sa. 
Se sia paura o libertà, 
se sia paura oppure libertà. 
Il ragazzo sale molto spesso 
sopra un albero che sa. 
Tutto solo sopra un ramo guarda il cielo 
e forse anche più in là. 
È quasi ora di cena, 
quando viene giù, 
suo padre ormai non lo capisce più. 
E con gli occhi dentro al piatto lui, 
mangia molto ma non parla mai. 
Ha una luce strana dentro agli occhi 
e qualcuno l'ha chiamata cattiveria. 
Ma poi.... 

Francesco de Gregori - La casa di Hilde


[1973]

La casa di Hilde

L'ombra di mio padre due volte la mia,
lui camminava e io correvo,
sopra il sentiero di aghi di pino,
la montagna era verde.
Oltre quel monte il confine,
oltre il confine chissà,
oltre quel monte la casa di Hilde.

Io mi ricordo che avevo paura,
quando bussammo alla porta,
ma lei sorrise e ci disse di entrare,
era vestita di bianco.
E ci mettemmo seduti ad ascoltare il tramonto,
Hilde nel buio suonava la cetra.

E nella notte mio padre dormiva,
ma io guardavo la luna,
dalla finestra potevo toccarla,
non era più alta di me.
E il cielo sembrava più grande
ed io mi sentivo già uomo.
Quando la neve scese a coprire la casa di Hilde.

Il doganiere aveva un fucile
quando ci venne a svegliare,
disse a mio padre di alzare le mani
e gli frugò nelle tasche.
Ma non trovò proprio niente,
solo una foto ricordo.
Hilde nel buio suonava la cetra.

Il doganiere ci strinse la mano
e se ne andò desolato,
e allora Hilde aprì la sua cetra
e tirò fuori i diamanti.
E insieme bevemmo del vino
ma io solo mezzo bicchiere.
Quando fù l'alba lasciammo la casa di Hilde.

Oltre il confine,con molto dolore,
non trovai fiori diversi,
ma sulla strada incontrammo una capra
che era curiosa di noi.
Mio padre le andò più vicino
e lei si lasciò catturare,
così la legammo alla corda e venne con noi.

Francesco de Gregori - Alice


[1973]

Alice

Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Irene al quarto piano è lì tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un'altra sigaretta.
E Lillì Marlen, bella più che mai,
sorride e non ti dice la sua età,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti muoiono nel sole
mentre il sole a poco a poco si avvicina,
e Cesare perduto nella pioggia
sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un pò,
e il tram di mezzanotte se ne va
e tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più e i pazzi siete voi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sol
mentre il sole fa l'amore con la luna.
Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai pane o carità
e un posto per dormire non ce l'ha,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.

lunedì 15 aprile 2013

Franco Califano - Teneramente



[1973]


Teneramente


E' dedicata a te, teneramente
a te che sei venuta e andata via
a te che non hai mai capito niente
di me, forse non sai nemmeno chi sei tu.
E' dedicata a te, teneramente
ormai i capricci non si fanno più!
Non sai quello che vuoi
ne' quello che vorrai...
Ma mo' nun ce penzà, io parl' pe' parlà
a fatt' ver' è che io sto' penzann' a te
e nun t'o voglio fa' vede'.
Canterò per te che non senti
questa canzone fatta per noi due
semplicità che ho scritto in due momenti
quando un artista è stanco e non ha idee...
E accussì me ne vag' sperann'
che prima o poi 'sta cosa cagnarrà.
O tiempo se ne va e chesta vita mia
nun tengo proprio o genio da vutta'.
E' dedicata a te, teneramente
a te che sei venuta e andata via
a te che stavi sempre tra la gente
ad applaudire me e ogni canzone mia.
E' dedicata a te, teneramente
abituata male in gioventù...
Non sai quello che vuoi
ne' quello che vorrai...
Ma mo' nun ce penzà, io parl' pe' parlà
o fatto ver' è che, so' 'nnamurat' e te
e nun t'o voglio fa' vede'...





Franco Califano - Dove Il Cane Mio Vorrà



[1973]


Dove il cane mio vorrà


Peccato che non vieni via con noi
guarda il mio cane com'è triste pure lui.
Sei stata il meglio dell'estate mia
ed ora ognuno per la sua via.
Sul letto che la spiaggia ci prestò
vedemmo aurore che io qui lascerò..
Mi chiedi dove finiremmo noi
se lo sapessi te lo direi.
Io vado dove il cane mio vorrà
inseguo il sole dietro a lui,
prendiamo i frutti che la terra dà
e far programmi non è da noi..
Girando il mondo penseremo a te,
se il cane si allontana c'è un perché,
non vuol vedere il bacio che gli dai
e ne sentire il "ciao" che gli dirai.
Peccato che non vieni via con noi
Peccato che non vieni via con noi


Franco Califano - Roma E Settembre


[1973]


Roma e settembre


Chi se li scorda più quei lacrimoni
che hai pianto ieri quanno sei partita
ar core mio te c'eri avvicinata
Er tempo ha rovinato proprio tutto
s'è messo a piove sopra sta partenza
la stessa eredità d'ogni vacanza..
Roma e Settembre so' la stessa cosa
diventano le mie malinconie
Settembre vor di' autunno e Roma casa
e in mano nun c'ho più le trecce tue..
Devo resta' 'n artr'anno nell'attesa
speranno intanto de scordamme tutto,
cercanno nell'autunno la sorpresa
pe' nun morì così cor core asciutto
pe' nun mori' così cor core asciutto
Chi se li scorda quei capelli d'oro
quell'occhi che hai rubato dentro ar mare,
nemmeno fossi 'n vecchio pescatore..
In fondo un po' de bene te lo vojo
o a di' la verità so' innamorato
e nun t'ho detto niente per orgoglio
perché a 'st' amore nun c'ho mai creduto
darei 'na capocciata su uno scoglio
si nun te scorderò so' rovinato
Si nun te scorderò so' rovinato


Franco Califano - L'Evidenza Dell'Autunno



[1983]

L'evidenza dell'autunno


Quattro barche stanche che hanno preso sonno
sono l'evidenza dell'autunno
Sembra tutta pioggia l'acqua dentro il porto
cade il sole in un tramonto morto.
Sulla pelle mia di pescatore
sento ancora il tuo profumo andare
Strano odore la gente di città.
Tu sei ritornata alla tua vita
con un'avventura in più vissuta
una storia che presto scorderai
Nella grotta chiara, dove m' hai voluto
è caduto un sogno ed è annegato
Lenti pescatori scendono in piazzetta
per un 'altra estate non c'è fretta


Franco Califano - Che Immensa Donna


[1973]


Che immensa donna


Me ne andai, senza dire "a"
grazie a te, alla tua dignità.
Mi dicesti vai,torna quando vuoi
io non so che darti più di me.
Che immensa donna ho amato
e che dolcezza gli occhi tuoi,
un'attimo e hai capito la mia voglia di andare via
Leggevo nel tuo sguardo i nostri giochi, i sogni tuoi
già ti scoppiava in petto la futura malinconia.
Io fra un po',se non morirò
non saprò cos'altro fare più
Tornerei come me ne andai,
ma anche in me c'è un po' di dignità

Franco Califano - Tua Madre



[1973]


Tua madre


Tua madre sa che prima o poi ti perderà 
cosa importa a lei di una gioventù che non la riguarda più. 
Non sono un re, ma un frutto di periferia 
e se parlo io dico verità,non conosco ipocrisia. 
Tua madre da un orecchio non ci sente 
e tu non sai che fine fai 
però al tuo posto lei sicuramente 
vorrebbe un uomo proprio come me. 
Tua madre sa che tu con la maggiore età 
puoi venire via, stare in casa mia e dormire insieme a me. 
Tua madre la detesto cordialmente 
io vado via, tu pensaci 
Lei certo ti dirà ch'io valgo niente 
e se le crederai sei come lei


domenica 3 febbraio 2013

Giorgio Gaber - Far Finta Di Essere Sani




[1973]


Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.

Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.

Far finta di essere insieme a una donna normale
che riesce anche ad esser fedele
comprando sottane, collane, creme per mani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...

Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.

Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.

Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...

Vanno, tutte le coppie vanno
vanno la mano nella mano
vanno, anche le cose vanno
vanno, migliorano piano piano
le fabbriche, gli ospedali
le autostrade, gli asili comunali
e vedo bambini cantare
in fila li portano al mare
non sanno se ridere o piangere
batton le mani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere sani. 




Fred Bongusto - Tre Settimane Da Raccontare




[1973]
 

Brillanti sparsi sulla pelle bionda
tu esci come Venere da un'onda
ti butti sulla sabbia
sei bella che fai quasi rabbia
In radio la classifica dei dischi
ascolti e ridi coi tuoi occhi freschi
La nostra canzone è prima da tre settimane
Tre settimane da raccontare
Agli amici tornando dal mare
Ma cosa ho detto di male
non fare l'offesa
ti prego ritorna qua...
E' poco tempo che ci conosciamo
e ancora non ti ho detto che ti amo
ma ogni giorno che passa
mi sto innamorando di più.
Tu sei andata a piangere in cabina
ma non preoccuparti
non è soltanto un'avventura
Ti prego adesso apri per favore
e asciugati che prendi il raffreddore
ma si ti voglio bene
almeno da tre settimane
Tre settimane
da raccontare
un'estate un dolcissimo amore
Tu ti avvicini e mi abbracci
mi guardi e sorridi
e mi hai perdonato già ...
Il sole si nasconde dietro al molo
La luna fa una virgola nel cielo
e noi viviamo la nostra canzone
che non finirà 
E noi viviamo la nostra canzone
che non finirà ....
che non finirà ....

venerdì 7 dicembre 2012

Renato Zero - Make-Up, Make-Up, Make-Up



[1973]


Ho sorpreso un vecchio,
Con le ciglia finte blu!
Il mio professore,
Si faceva il trucco al bar!
Guarda tua sorella, così com'è..
Coi capelli corti come te!
Usa il dopobarba a volontà…
Credimi… qualcosa cambierà!!!
Make-up, make-up, make-up
Make-up, make-up, make-up
Scopro solo adesso,
Che papà usa il fard,
La mamma si rade,
Si copre le rughe…
Qua e là!!
Saune e massaggi, ovunque vai!
Creme per la notte, troverai!
Esercitazioni yoga, karatè!
Credimi, qualcosa cambierà!!
Make-up, make-up, make-up
Make-up, make-up, make-up
Truccati le guance,
Usa smalto rosso, si!
Vendi la tristezza,
Comprati il tuo beauty-case!
Marco cosa fai ?
Compri il palkey ?
Prendine una dose anche per me!
No! Non sto sognando, è la realtà!
Cambia faccia il mondo col make-up!
Make-up, make-up, make-up
Make-up, make-up, make-up
Tutti al trucco!!!
Make-up 




Renato Zero - No! Mamma, No!



[1973]


No, mamma, no!
Non mi puoi deludere, mamma!
Solo non ci sto,
Sono troppo fragile, mamma!
No, mamma, no!
Solo non ci sto.
Odio le corsie.
E le suore pallide, mamma!
Cliniche e conforts e le mani candide, mamma!
No, mamma, no!
Solo non ci sto…
Tutta colpa tua,
Per te era tutto favole…
Solo colpa tua,
Il latte tuo era sterile…
Sempre colpa tua…
Se io non sono come vuoi!!!
Ho paura sai,
Delle crisi isteriche, mamma!
Temo il buio e poi
Le correnti gelide, mamma!
No, mamma, no!
Solo non ci sto…
Non ricordi più,
La notte mi stringevi a te!
Non ricordi più,
La notte mi svegliavi, tu…
Sempre colpa tua,
Se io non sono come vuoi!
No, mamma, no!
Non mi puoi deludere mamma!
Tremo quando tu,
Non mi puoi proteggere, mamma!
No, mamma, no!
Solo non ci sto…
No, mamma, no!
È solamente colpa tua
No, mamma no
È solamente colpa tua…
No, mamma, no!
È solamente colpa tua…
No, mamma, no!
È solamente colpa tua…
No, mamma, no!
È solamente colpa tua… 




giovedì 6 dicembre 2012

Bob Dylan - Knockin' on Heaven's Door


[1973]



Knockin' on Heaven's Door
Bussando alle porte del Paradiso

Mama, take this badge off of me
I can't use it anymore.
It's gettin' dark,
too dark for me to see
I feel like I'm knockin'
on heaven's door.


Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door

Mama, put my guns in the ground
I can't shoot them anymore.
That long black cloud is comin' down
I feel like I'm knockin'
on heaven's door.


Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door
Knock, knock, knockin' on heaven's door

Mamma, porta via questo distintivo
io non posso usarlo più.
sta diventando buio,
troppo buio perchè possa  vedere, 
mi sento come se stessi bussando
alle porte del paradiso

Bussando alle porte del paradiso 
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso

Mamma, metti la mia pistola a terra
io non posso sparare più
Quella lunga nuvola nera sta scendendo, 
mi sento come se stessi bussando
alle porte del paradiso

Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso
Bussando alle porte del paradiso