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mercoledì 24 aprile 2013

Francesco De Gregori - Il ragazzo



[1973]

Il ragazzo


Il ragazzo ha capelli rossi ed occhi blu. 
Pantaloni corti e uno strappo proprio lì. 
Amici nel quartiere non ne ha 
e quando va a giocare dove va? 
Il ragazzo sale molto spesso sopra un albero. 
Che fa? Sceglie un ramo 
e cerca il punto esatto dove muore la città. 
E' quasi ora di cena, quando viene giù, 
suo padre ormai non lo capisce più. 
E con gli occhi dentro al piatto lui, 
mangia molto ma non parla mai. 
Ha una luce strana dentro agli occhi 
e qualcuno l'ha chiamata cattiveria. 
Ma poi, chissà la gente che ne sa, 
chissà la gente che ne sa, 
dei suoi pensieri sul cuscino che ne sa, 
della sua luna in fondo al pozzo che ne sa, 
dei suoi pensieri e del suo mondo. 
Il ragazzo cresce sempre solo 
e non si sente solo mai. 
Ha una voglia strana in fondo al cuore 
che nemmeno lui lo sa. 
Se sia paura o libertà, 
se sia paura oppure libertà. 
Il ragazzo sale molto spesso 
sopra un albero che sa. 
Tutto solo sopra un ramo guarda il cielo 
e forse anche più in là. 
È quasi ora di cena, 
quando viene giù, 
suo padre ormai non lo capisce più. 
E con gli occhi dentro al piatto lui, 
mangia molto ma non parla mai. 
Ha una luce strana dentro agli occhi 
e qualcuno l'ha chiamata cattiveria. 
Ma poi.... 

Francesco de Gregori - La casa di Hilde


[1973]

La casa di Hilde

L'ombra di mio padre due volte la mia,
lui camminava e io correvo,
sopra il sentiero di aghi di pino,
la montagna era verde.
Oltre quel monte il confine,
oltre il confine chissà,
oltre quel monte la casa di Hilde.

Io mi ricordo che avevo paura,
quando bussammo alla porta,
ma lei sorrise e ci disse di entrare,
era vestita di bianco.
E ci mettemmo seduti ad ascoltare il tramonto,
Hilde nel buio suonava la cetra.

E nella notte mio padre dormiva,
ma io guardavo la luna,
dalla finestra potevo toccarla,
non era più alta di me.
E il cielo sembrava più grande
ed io mi sentivo già uomo.
Quando la neve scese a coprire la casa di Hilde.

Il doganiere aveva un fucile
quando ci venne a svegliare,
disse a mio padre di alzare le mani
e gli frugò nelle tasche.
Ma non trovò proprio niente,
solo una foto ricordo.
Hilde nel buio suonava la cetra.

Il doganiere ci strinse la mano
e se ne andò desolato,
e allora Hilde aprì la sua cetra
e tirò fuori i diamanti.
E insieme bevemmo del vino
ma io solo mezzo bicchiere.
Quando fù l'alba lasciammo la casa di Hilde.

Oltre il confine,con molto dolore,
non trovai fiori diversi,
ma sulla strada incontrammo una capra
che era curiosa di noi.
Mio padre le andò più vicino
e lei si lasciò catturare,
così la legammo alla corda e venne con noi.

Francesco de Gregori - Alice


[1973]

Alice

Alice guarda i gatti
e i gatti guardano nel sole
mentre il mondo sta girando senza fretta.
Irene al quarto piano è lì tranquilla
che si guarda nello specchio
e accende un'altra sigaretta.
E Lillì Marlen, bella più che mai,
sorride e non ti dice la sua età,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti muoiono nel sole
mentre il sole a poco a poco si avvicina,
e Cesare perduto nella pioggia
sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina.
E rimane lì, a bagnarsi ancora un pò,
e il tram di mezzanotte se ne va
e tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più e i pazzi siete voi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.
Alice guarda i gatti
e i gatti girano nel sol
mentre il sole fa l'amore con la luna.
Il mendicante arabo ha un cancro nel cappello
ma è convinto che sia un portafortuna.
Non ti chiede mai pane o carità
e un posto per dormire non ce l'ha,
ma tutto questo Alice non lo sa.
Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà.