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sabato 27 aprile 2013

Francesco Guccini - Cirano


[1996]

Cirano


Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, 
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio. 

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, 
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; 
godetevi il successo, godete finché dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura 
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe. 
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. 
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco! 

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, 
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false 
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte 
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese. 
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; 
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco! 

Ma quando sono solo con questo naso al piede 
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede 
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore 
che a me è quasi proibito il sogno di un amore; 
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, 
per colpa o per destino le donne le ho perdute 
e quando sento il peso d' essere sempre solo 
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, 
ma dentro di me sento che il grande amore esiste, 
amo senza peccato, amo, ma sono triste 
perchè Rossana è bella, siamo così diversi, 
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi... 

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita; 
se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito 
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso, 
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; 
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. 
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, 
io non perdono, non perdono e tocco! 

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada, 
ma in questa vita oggi non trovo più la strada. 
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo, 
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: 
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto 
dove non soffriremo e tutto sarà giusto. 
Non ridere, ti prego, di queste mie parole, 
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole, 
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora 
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora 
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano, 
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.

giovedì 19 luglio 2012

Massimo Ranieri - Candida


[1970]

Candida


Quanta rugiada nel giardino,
la notte non finiva mai.
Tu mi aspettavi, ero lontano
però vedevo gli occhi tuoi.
C'è stata un'altra nel mio cuore
ma son tornato accanto a te.

Per me ti chiami Candida
e il tuo corpo è una stella che s'illumina.
Lo so, ti ho fatto piangere
ma stasera sono qui, perdonami.

Lei chi è?
Non me lo chiedere,
non saprei cosa rispondere.
Lei chi è?
E' sta una follia.
Lei chi è?
Non è più mia.

Tu ti chiami Candida.

Dopo la polvere del vento
mi sei rimasta solo tu
e se il tuo amor non è d'argento
che importa, t'amo anche di più.
Un viso dolce che perdona,
ecco che cosa sei per me.

Lei chi è?
Non me lo chiedere,
non saprei cosa rispondere.
Lei chi è?
E' stata una follia.
Lei chi è?
Non è più mia

ma tu ti chiami Candida
e il tuo corpo è una stella che s'illumina.
Lo so, ti ho fatto piangere
ma stasera sono qui, perdonami.

Per me ti chiami Candida
e il tuo corpo è una stella che s'illumina.
Lo so, ti ho fatto piangere... 


Massimo Ranieri - Rita


[1969]

Rita

Rita se ne va da casa,
più non coglierà le rose
ma un treno prenderà
ed io che resto qui
chissà per quanto aspetterò.

Rita, sapore di vita,
che cosa farò senza te?
Notte che conti i miei passi,
riportami Rita.
Cuore che non si consola
guarire non può,
no, no, no.
Cuore in discesa,
chi puo fermarti più?

I suoi baci li regala a chissà chi,
Rita no, non è così.
Rita è un fiore che appassire non potrà,
oh no.

Rita, la città è grande.
Un sogno ti darà ma prende
la tua gioventù,
poi non sarai più tu
ed io per quanto aspetterò?

Rita, sapore di vita,
che cosa farò senza te?
Notte che conti i miei passi,
riportami Rita.
Cuore che non si consola
guarire non può,
no, no, no.
Cuore in discesa,
chi può fermarti più?

I suoi baci li regala a chissà chi,
Rita no, non è così,
Rita è un fiore che appassire non potrà.
Rita no, non è così.
Rita è un fiore che appassire non potrà,
Rita no, non è così.

Massimo Ranieri - Piangi piangi ragazzo


[1968]

Piangi piangi ragazzo

Amico, stasera il tuo cuore non c'è,
è solo un ricordo che era tutto per te.
Fino a ieri c'era lei e tu sapevi ridere,
oggi ridere non sai e non lo puoi nascondere.

Piangi, piangi ragazzo,
non c'è più chi ti parla d'amore,
non c'è più.
Non esiste nessuno, credi a me,
che non pianga una volta come te.

Stasera il sorriso l'hai nascosto perchè
la voglia di piangere è più forte di te.

Piangi amico finchè puoi,
domani forse scorderai,
non badare a quello che la gente pensa di te.
Piangi, piangi ragazzo non c'è più
chi ti parla d'amore,
 non c'e più.
Non esiste nessuno, credi a me,
che non pianga una volta come te.
Piangi, piangi ragazzo non c'è più
chi ti parla d'amore,
 non c'è più.
Non esiste nessuno, credi a me,
che non pianga una volta come te.

Massimo Ranieri - Erba di casa mia


[1972]

Erba di casa mia

Erba di casa mia
mangiavo in fretta e poi
correvo via...
quanta emozione, un calcio ad un pallone
Tu che dicevi piano
"Amore mio, ti amo"
Neve disciolta al sole
sull'erba i nostri libri, ad aspettare
e mentre io ti insegnavo a far l'amore
come un eterno fiore
finì la tua canzone...
Ma una'altra primavera
chissà quando verrà
per questo dalla vita
prendo quello che da'...
amare un'altra volta
ecco cosa farò!
Mi illuderò che sia
l'erba di casa mia.
Ma la vita è questa,
sembra uno strano gioco da equilibrista
sempre più in alto e poi un bel mattino
ti svegli con la voglia di ritornar bambino...
Ma un'altra primavera
chissà quando verrà
per questo dalla vita
prendo quello che da'
amare un'altra volta
ecco cosa farò
mi illuderò che sia
l'erba...di casa mia.


Massimo Ranieri - Vent'anni


[1970]

Vent'anni

La mia vita cominciò
Come l'erba come il fiore
E mia madre mi baciò
Come fossi il primo amore
Nasce così la vita mia
Come comincia una poesia
Io credo che lassù
C'era un sorriso anche per me
La stessa luce che
Si accende quando nasce un re
Una stella una chitarra
Primo amore biondo è mio
Con l'orgoglio dei vent'anni
Piansi ma vi dissi addio
E me ne andai verso il destino
Con l'entusiasmo di un bambino
Io credo che lassù
C'era un sorriso anche per me
La stessa luce che
Si accende quando nasce un re
Ma sono qui se tu mi vuoi
Amore dei vent'anni miei
Io credo che lassù
Qualcuno aveva scritto già
L'amore mio per te e tutto quello che sarà
Io credo che lassù...

martedì 20 marzo 2012

Barbara Gilbo - Che ne Sai di Me

[2009]


Che ne Sai di Me


Lascerò per te
questa maschera di lacrime e coriandoli
ma che ne sai di me,
di tutto quello che ho passato e sai per chi
per chi per te…per te.
Un pomeriggio vesuviano
di cui non ricordo il mese e che paese è
chissà se ancora c’è
scappa con le scarpe in mano
la bambina dal presepe
se…ne va nella città
(annuncio) “l’intercity 3002 delle ore 18 e 30
per Roma Termini è in partenza dal binario 3″
Un pulcinella con la sottana
mezza maschera napoletana…femmena
falce di luna dentro il tuo pozzo,
prigioniera costretta sempre
a splendere…che ne sai di me.
Fuori a cena dopo le audizioni,
con quelli che se la raccontano
mille antenne sopra i capannoni
Cinecittà non fa più cinema
(megafono) “chi ha avuto ha avuto ha avuto
chi ha dato ha dato ha dato
scurdammoce o passato simmo nate per cantà per cantà”
Quell’incosciente napoletana
In amore come sempre
  ha dato il massimo
una vita fatta di scale,
chi le sale sale sale e non sa
scendere…che ne sai di me
(megafono) “chi ha avuto ha avuto ha avuto
chi ha dato ha dato ha dato
scurdammoce o passato simmo nate per cantà per cantà”
Falce di luna dentro il tuo pozzo,
‘na prigioniera costretta sempre a splendere
un pulcinella con la sottana
fa l’inchino poi esce di scena
in autobus…che ne sai di me.
Ciao.



mercoledì 14 marzo 2012

Fiordaliso - Accidenti a te


[2002]

Accidenti a te

Questa volta giuro ne ho abbastanza
Mollo tutto e ti dico addio
Adesso che ho finito la pazienza
Adesso su di me comando io

Lo so che poi verranno giorni duri
E che avrò meno soldi di così
Che pagheremo tutti i nostri errori
Che stare soli è tutto un altro film

Difficile tornare sconosciuti
In questa piccolissima città
Parlare attraverso gli avvocati
Perfino della nostra intimità

E visto che finisce così male
E che il rispetto tu non sai cos’è
Io tutto quello che ti posso dire
In fondo a questa nostra storia è

Accidenti a te che mi fai soffrire
E t’illudi che lasciarsi fa ringiovanire
Accidenti a te che mi fai del male
Con la cattiveria già delle persone sole

Ripenso al giorno che ci siamo innamorati
Troppo presto scongelati
In mezz’ora di felicità
E ora stai con me per comodità
Accidenti a te

Ti auguro di avere un bel rimpianto
Di quelli che ti spaccano a metà
Di piangere due lacrime ogni tanto
Sicuramente a me succederà

Lo so farò di tutto per scordarti
Sai quanti ne trovo come te
Ma consolarsi con gli amori svelti
Per una donna…facile non è

Accidenti a te
Te lo dico piano
Mentre vorrei urlare che ti odio e che ti amo
Accidenti a me
che mi porto ancora
La paura un po’ infantile di dormire sola

Purtroppo anche noi due ci siamo abituati
Non facciamo più peccati e moriamo di tranquillità
E ora io e te
dimmi che si fa

eppure ci vogliamo ancora bene
tutto questo tempo insieme
sarà stato anche felicità, che un istante è
accidenti a me,
accidenti a te!

giovedì 8 marzo 2012

Mia Martini - Gli uomini non cambiano


[1992]

Gli uomini non cambiano

Sono stata anch'io bambina di mio padre innamorata
per lui sbaglio sempre e sono la sua figlia sgangherata
ho provato a conquistarlo e non ci sono mai riuscita
e ho lottato per cambiarlo ci vorrebbe un'altra vita.
La pazienza delle donne incomincia a quell'età
quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
e ti perdi dentro a un cinema a sognare di andar via
con il primo che ti capita e che ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
prima parlano d'amore poi ti lasciano da sola.
Gli uomini ti cambiano e tu piangi 1000 notti di perché.
E invece gli uomini ti uccidono
e con gli amici vanno a ridere di te.
Piansi anch'io la prima volta stretta a un angolo e sconfitta!
Lui faceva e non capiva perché stavo ferma e zitta
ma ho scoperto con il tempo e diventando un po' più dura
che se l'uomo in gruppo è più cattivo
quando è solo ha più paura.
Gli uomini non cambiano
fanno i soldi per comprarti e poi ti vendono la notte.
Gli uomini non tornano e ti danno tutto quello che non vuoi
ma perché gli uomini che nascono
sono figli delle donne ma non sono come noi.
Amore gli uomini che cambiano
sono quasi un ideale che non c'e
sono quelli innamorati come te.

lunedì 5 marzo 2012

Marco Masini - Malinconoia


[1991]
Malinconoia

La vita non è qui sui trampoli di un bar
in questo venerdì che sporca la città
la vita non è qui da mezzanotte in poi
nei tacchi e nei vestiti
negli occhi insonnoliti di travestiti eroi
la vita non è un film di muscoli e robot
e il tempo speso qui è il tempo che non ho
la vita non è mia sperduta in questo Bronx
fra le canzoni e i guai in un'emorragia
di giorni da juke-box
la noia è come il blues ti fa pensare a Dio
leggera come un gas che penetra il tuo io
la noia è nostalgia di un posto che non c'è
è voglia di andar via da tutti e anche da te
è la malinconoia che uccide a questa età
è il cuore che si scuoia cercando quel che ha già
e il cielo cade giù con la sua tenda buia
e non esisti più nella malinconoia.
La vita non è qui nell'ansia di allegria
che fa aspettare l'alba con questa nuova barba
del tempo che va via
è la malinconoia la guerra che c'è in me
questa mia triste gioia di avere perso te
e tu non sei più mia
e tu non hai l'idea di quanto amaro sia
mangiarsi l'orchidea della malinconoia
la vita non è qui fra cenere e caffè
in questo muto venerdì che strilla dentro me.
La vita non è qui
dove un ragazzo piange le sue lacrime
e le ingoia
in questo venerdì della malinconoia.
La vita non è qui
dove un ragazzo piange lacrime
di questo mondo boia
in questo venerdì della malinconoia.