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mercoledì 7 maggio 2014

Fabi, Gazzè, Silvestri - Life is sweet


[2014]

Life is sweet

Disteso sul fianco passo il tempo, passo il tempo
fra intervalli di vento e terra rossa.
Cambiando cambiando prospettive
cerco di capire il verso giusto,
il giusto slancio per ripartire.

Questa partenza è la mia fortuna
Un orizzonte che si avvicina
Sotto il mio camion c'è la mia cucina
e intanto aspetto aspetto aspetto
che il fango liberi le mie ruote
che la pianura calmi la paura
che il giorno liberi la nostra notte
tutti insieme, tutti insieme

Ma tutti insieme siamo tanti, siamo distanti
siamo fragili macchine che non osano andare più avanti
siamo vicini ma completamente fermi
siamo famosi istanti divenuti eterni
E continuare per questi pochi kilometri sempre pieni di ostacoli
e baratri da oltrepassare sapendo già
che fra un attimo ci dovremo di nuovo fermare

Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
Con le scarpe nelle mani, in fila uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c'è qualcuno
perché l'ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!

Un ponte lascia passare le persone
un ponte collega i modi di pensare
un ponte chiedo solamente
un ponte per andare andare andare

E non bastava già questa miseria
Alzarsi e non avere prospettiva
E le punture quando viene sera
e la paura la paura

La paura che ci arresta che ci tempesta
non insetti che volano ma proiettili sopra la testa
È una puntura ma direi che è un po' diversa
La cura c'è ma l'aria non è più la stessa

E continuare non è soltanto una scelta
ma è la sola rivolta possibile.
Senza dimenticare che dopo pochi chilometri
ci dovremo di nuovo fermare

Da qui passeranno tutti o non passerà nessuno
con le scarpe nelle mani, in fila ad uno ad uno
Da qui passeranno tutti fino a quando c'è qualcuno
perché l'ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet!

A prescindere dal tempo che è un concetto qui inutilizzabile
mi basterebbe avere un posto giusto da raggiungere

Da qui passeranno tutti fino a quando c'è qualcuno
perché l'ultimo che passa vale come il primo
Life is sweet! Life is sweet!

sabato 2 marzo 2013

Daniele Silvestri - Voglia di gridare


[1994]

Voglia di gridare


Vorrei che tu partissi con un tempo house 
che iniziasse con via e che finisse con ciao 
nessun bisogno di una melodia 
devi solo ricordarti di partire quando dico via 
Adesso ci vorrebbero le note basse 
sono quelle che trascinano e che spaccano le casse 
niente di difficile, fai solo così 
la, la, sol, si

Allora, gli anni ottanta sono ormai finiti 
sono stati noiosi come i loro miti 
di una cosa sola noi non siamo stanchi 
di una buona chitarra... una chitarra funky

Ti è mai venuto in mente che a forza di gridare 
la rabbia della gente non fa che aumentare 
la forza certamente deriva dall'unione 
ma il rischio è che la forza soverchi la ragione

Immagina uno slogan detto da una voce sola 
è debole, ridicolo, è un uccello che non vola 
ma lascia che si uniscano le voci di una folla 
e allora avrai l'effetto di un aereo che decolla

La gente che grida parole violente 
non vede, non sente, non pensa per niente

Non mi devi giudicare male 
anch'io ho tanta voglia di gridare 
ma è del tuo coro che ho paura 
perché lo slogan è fascista di natura

Quando applaudi in un teatro, quando preghi in una chiesa 
quando canti in uno stadio oppure in una discoteca 
Sei tu quello che canta, è il tuo fiato che esce 
ma il suono intorno è immenso e cresce, cresce

Il numero è importante, dà peso alle parole 
per questo tu ogni volta prima pensale da sole 
e se ci trovi il minimo indizio di violenza 
ricorda che si eleverà all'ennesima potenza

La gente che grida parole violente 
non vede, non sente, non pensa per niente

Non mi devi giudicare male 
anch'io ho tanta voglia di gridare 
ma è del tuo coro che ho paura 
perché lo slogan è fascista di natura

Non mi devi giudicare male 
anch'io ho tanta voglia di gridare 
ma è del tuo coro che ho paura 
perché lo slogan è fascista di natura

Va bene adesso controlliamo se ricordi la fine 
quando dico ciao stacca tutte le spine 
ciao 
no, no, non ci siamo capiti 
ho detto controlliamo se ricordi la fine 
quando dico ciao stacca tutte le spine

no, no, non è questo che intendevo 
ho detto controlliamo se ricordi la fine 
quando dico ciao stacca tutte le spine 
ciao 
va beh, ma allora 
allora niente 
ma è del tuo coro che ho paura 
ho detto controlliamo se ricordi la fine 
ciao.

Daniele Silvestri - Il flamenco della doccia


[1994]

Il flamenco della doccia


E' bello stare qui a guardarti e quasi decifrarti 
in questi tuoi silenzi, in queste tue paure 
perché sono pure, perché sono belle 
com'è bello, cara, stare insieme a te 
E non devi giustificarti, non devi sforzarti 
non c'è alcun bisogno che tu sia diversa 
non mi passa neanche per la testa 
di assillarti con i miei perché 

Certo, forse inizialmente, ti sarò sembrato 
un poco preoccupato, ma non era niente 
e se ora non ti scoccia 
credo che una doccia mi rilasserà 

Lo vedi sono già più calmo, sono più sereno 
non c'è più veleno in queste mie parole 
sono queste mani che vanno da sole 
forse un'altra doccia mi rilasserà 

Comunque riflettendo meglio non si può negare 
che la tua è una vera ostinazione, un'incapacità di dare 
ti farebbe bene liberarti nell'intimità 

Il mare, la luna, la brezza che porta la bruma 
il fuoco, Baglioni, mi sembra funzioni ben poco con te 
il vino, la cena e in tasca un porta fortuna 
ma niente, che roccia! 
sei solo una doccia per me 

Credimi, non è del mio piacere che mi curo 
ti assicuro invece che sarai felice 
quando insieme avremo frantumato il muro 
te lo dice uno, cara, che lo sa 

E poi adesso è pure una questione di principio 
perché porco Giuda mi comincio a rompere 
di questo attendere per i tuoi scrupoli 
non puoi pretendere la santità 

Quindi non per obbligarti, né per ricattarti 
ma se non vuoi farti monaca di Monza non lasciarmi senza 
perché questa ignobile astinenza 
credo che mi ucciderà 

Insomma dammela, ti prego dammela 
non puoi tenertela, non puoi negarmela 
non è la favola di Cenerentola 
nemmeno al principe gli c'è voluta 
questa eternità 

Non riesco neanche più a parlare cuccu bare bare 
Cuccu bare cuccu bare bare cuccu cuccu cuccu bare bare 
Me la devi (cuccu) dare (cuccu) per pietà 

Il mare, la luna, la brezza che porta la bruma 
il fuoco, Baglioni, mi sembra funzioni ben poco con te 
il vino, la cena e in tasca un porta fortuna 
ma niente, che doccia!

Daniele Silvestri - Le cose in comune


[1995]

Le cose in comune


Le cose che abbiamo in comune sono 4.850
le conto da sempre, da quando mi hai detto
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?"
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi
due orecchie ed un solo cervello
soltanto lo sguardo non è proprio uguale
perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello
Le cose che abbiamo in comune
sono facilissime da individuare
ci piace la musica ad alto volume
fin quanto lo stereo la può sopportare
ci piace Daniele, Battisti, Lorenzo
le urla di Prince, i Police
mettiamo un CD prima di addormentarci
e al nostro risveglio deve essere lì

perché quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu piangi
quando io dormo... tu dormi
quando io parlo... tu parli
quando io rido... tu ridi
quando io piango... tu ridi


Le cose che abbiamo in comune 
sono così tante che quasi spaventa 
entrambi viviamo da più di vent'anni 
ed entrambi, comunque da meno di trenta 
ci piace mangiare, dormire, viaggiare, ballare 
sorridere e fare l'amore 
lo vedi, son tante le cose in comune 
che a farne un elenco ci voglio almeno tre ore... ma... 

Allora cos'è 
cosa ti serve ancora, a me è bastata un'ora... 

"Le cose che abbiamo in comune!", ricordi 
sei tu che prima l'hai detto 
dicevi "ma guarda, lo stesso locale 
le stesse patate , lo stesso brachetto!" 
e ad ogni domanda una nuova conferma 
un identico ritmo di vino e risate 
e poi l'emozione di quel primo bacio 
le labbra precise, perfette, incollate 

Abbracciarti, studiare il tuo corpo 
vedere che in viso eri già tutta rossa 
e intanto scoprire stupito e commosso 
che avevi le mie stesse identiche ossa 
e allora ti chiedo, non è sufficiente? 
cos'altro ti serve per esserne certa 
con tutte le cose che abbiamo in comune 
l'unione fra noi non sarebbe perfetta? 

Quando io dormo... tu dormi 
quando io parlo... tu parli 
quando io rido... tu ridi 
quando io piango... tu piangi 
quando io dormo... tu dormi 
quando io parlo... tu parli 
quando io rido... tu ridi 
quando io piango... tu ridi... ma... 

Allora cos'è 
cosa ti serve ancora, a me è bastata un'ora... 

Le cose che abbiamo in comune sono 4.850 
le conto da sempre, da quando mi hai detto 
"ma dai, pure tu sei degli anni '60?" 
abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi 
due orecchie ed un solo cervello 
soltanto lo sguardo non è proprio uguale 
perché il mio è normale, ma il tuo, oh: è troppo bello! 
troppo bello! 

Quando io dormo... tu dormi 
quando io parlo... tu parli 
quando io rido... tu ridi 
e quando io piango... tu ridi... 
troppo bello! 

lunedì 11 febbraio 2013

Daniele Silvestri - Il bisogno di te


[2013]

Il bisogno di te

Sa sa prova 2,3, sa prova prova sa sa
prova,2,3, prova…
Ho provato per te
un dolore che ormai
ho capito cos’è
perché ancora di più quando tu te ne
vai
è il bisogno di te
quello che non vorrei
e tu potrai non crederci
ma io scommetterei
Che hai bisogno di me
anche se non lo sai
hai bisogno di me pure tu
e presto capirai
che il bisogno che c’è
non si placherà mai
allora adesso giurami
che non mi lascerai
non ti lascio solo, non ti lascio solo,
non ti lascio solo, non ti lascio solo…
Io divido con te
ogni singola idea
quando chiami io corro da te
che nemmeno Mennea
Posso fare di te
la mia sola mania
allora adesso giurami
di non andare via
non ti lascio solo, non ti lascio solo,
non ti lascio solo, non ti lascio solo…
Allego fermo immagine
di un’era lontanissima
noi due vicini e liberi
padroni su quell’isola
capaci di ogni iperbole
l’amore, poi la musica
e gli amici a quella tavola
la foto tu conservala se vuoi
io tanto ho un’altra copia sai
anzi, parecchie copie sai
perché non si sa mai
così, guardandola, immagino
che non mi tradirai
ma non lo vedi che (tutto intorno a te)
può capitare che (tutto intorno a te)
ti gira male e (tutto intorno a te)
non c’è nessuno che (tutto intorno a te)
ti può proteggere (tutto intorno a te)
ti può difendere (tutto intorno a te )
ti sa comprendere (tutto intorno a te)
non c’è nessuno che possa tranne me
perchè io no (no, no)non ti lascio
solo, non ti lascio solo non ti lascio
solo no
(no, no) non ti lascio solo, non ti
lascio solo non ti lascio solo no
non è pensabile
non è un’ipotesi percorribile
fare da solo non è plausibile
ci sono troppe, troppe trappole
devi conoscere troppe regole
ti devi dare una vita stabile
per evitare l’imprevedibile
ci vuole pure qualcuno vigile
per cui io no
perché io no (no, no) non ti lascio
solo, non ti lascio solo non ti lascio
solo no
(no, no) non ti lascio solo, non ti
lascio solo, non ti lascio solo no
sa sa prova 2,3, sa prova prova sa sa
prova,2,3, prova…

Daniele Silvestri - A bocca chiusa


[2013]

A bocca chiusa

Fatece largo che … passa domani, che
adesso non si può
oggi non apro , perché sciopererò
e andremo in strada co’ tutti gli striscioni
a fare come sempre la figura dei fregnoni
a me de questo sai , non me ne importa
niente
io oggi canto in mezzo all’altra gente
perché ce credo o forse per decenza
che partecipazione certo è libertà
ma è pure resistenza
e non ho scudi per proteggermi ne’
armi per difendermi
ne’ caschi per nascondermi o santi
a cui rivolgermi
ho solo questa lingua in bocca e forse
un mezzo sogno in tasca
e molti , molti errori brutti , io
però li pago tutti.
Fatece largo che … passa il corteo,
se riempiono le strade
via Merulana, così pare un presepe,
e semo tanti che quasi fa paura
o solo tre sfigati come dice la questura
e le parole, si lo so, so’ sempre quelle
ma è uscito il sole e a me me sembrano
più belle
scuola e lavoro, che temi originali
se non per quella vecchia idea de esse
tutti uguali
e senza scudi per proteggermi ne’ armi
per difendermi
ne’ caschi per nascondermi ne’ santi
a cui rivolgermi
ho solo questa lingua in bocca e se
mi tagli pure questa
io non mi fermo, scusa, canto pure
… a bocca chiusa
guarda quanta gente c’è che sa rispondere
dopo di me…
a bocca chiusa.


martedì 10 aprile 2012

Daniele Silvestri - Il Viaggio

[2011]


Il Viaggio


resterò seduto ad aspettare non mi importa delle ore non m importa di sembrare un deficente io fondamentalmente non ho forse mai aspettato niente
fuggo dal bisogno di scappare resto qui e ci voglio stare
non m'importa del dolore questa volta
se per caso fosse molto me lo voglio meditare

strano come spesso basti un viaggio pochi grammi di coraggio un vestito un po' piu corto e poi lo sguardo di uno che era di passaggio
strano ma non credo che sia peggio
non credo che sia peggio

ci voleva lei che ti portasse fino a qui perche fossi come sei perche fossi così
ci voleva si
ci voleva lui perche ritrovassi me perche forse in fondo è vero che per essere capaci di vedere cosa siamo dobbiamo allontanarci e poi guardarci da lontano

ci sono isole che andrebbero evitate soprattutto quando è estate pochi passi sul pontile è gia finire intrappolato come un pesce nella rete e condividerne la sete
certe isole col sole al posto giusto con un vento sempre fresco che s'insinua malizioso e disonesto e piano piano si confonde nel rumore fastidioso e sempre uguale delle onde

ci voleva lei che ti portasse fino a qui perche fossi come sei perche fossi così
ci voleva si
ci voleva lui perche ritrovassi me perche forse in fondo è vero che per essere capaci di vedere cosa siamo dobbiamo allontanarci e poi guardarci da lontano

strano come spesso basti un viaggio pochi grammi di coraggio un vestito un po' piu corto e poi lo sguardo di uno che era di passaggio
strano ma non credo che sia peggio
non credo che sia peggio

resterò seduto ad aspettare non mi importa delle ore non m importa di sembrare un deficente io fondamentalmente non ho forse mai aspettato niente
fuggo dal bisogno di scappare resto qui e ci voglio stare non importa del dolore questa volta se per caso fosse amore me lo voglio meritare



Daniele Silvestri - Salirò

[2002]


Salirò


Salirò
Salirò
Tra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un punto lontano.
Pompa…pompa…pompa…pompa.
Preferirei
Stare seduto sopra il ciglio di un vulcano
Mi brucerei
Ma salutandoti dall'alto con la mano.
E invece sto sdraiato
Senza fiato
Scotto come il tagliolino al pesto che ho mangiato
E resto qui disteso
Sul selciato ancora un po'
Ma prima o poi ripartirò.
Accetterei
Di addormentarmi su un ghiacciaio tibetano
Congelerei
Ma col sorriso che si allarga piano piano
(come De Niro, ma più indiano)
e invece sto sdraiato
senza fiato sfatto come il letto su cui prima m'hai lasciato
e resto qui distrutto
disperato ancora un po'
ma prima o poi ripartirò.
E salirò salirò
Salirò salirò
Fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un ricordo
Lontano.
E salirò salirò
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un puntino…
…lontano
preferirei ricominciare
piano piano dalla base
e tra le rose lentamente risalire
e prenderei tra le mie mani
le tue mani e ti direi:
"amore in fondo non c'è niente da rifare".
E invece
Più giù di così
C'è solo da scavare
Per riprendermi
per riprenderti
ci vuole un argano a motore
Salirò salirò
Salirò salirò
fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un ricordo lontano.
Salirò
Salirò-o
Non so ancora bene quando
Ma provando e riprovando
Salirò salirò
Fino a quando sarò
Solamente un punto
Lontano
Lontano
Lontano
Lontano