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sabato 26 maggio 2012

Adriano Celentano - Storia d'amore


[1965]

Storia d'amore

Tu non sai 
cosa ho fatto quel giorno 
quando io la incontrai 
in spiaggia ho fatto il pagliaccio 
per mettermi in mostra agli occhi di lei 
che scherzava con tutti i ragazzi 
all'infuori di me. 
Perché, perché, perché, perché, 
io le piacevo. 
Lei mi amava, mi odiava, 
mi amava, mi odiava, 
era contro di me, 
io non ero ancora il suo ragazzo 
e già soffriva per me 
e per farmi ingelosire 
quella notte lungo il mare 
è venuta con te. 
Ora tu vieni a chiedere a me 
tua moglie dov'è. 
Dovevi immaginarti 
che un giorno o l'altro 
sarebbe andata via da te. 
L'hai sposata sapendo che lei, 
sapendo che lei 
moriva per me 
coi tuoi soldi 
hai comprato il suo corpo 
non certo il suo cuor. 
Lei mi amava, mi odiava, 
mi amava, mi odiava, 
era contro di me, io non ero 
ancora il suo ragazzo 
e già soffriva per me 
e per farmi ingelosire 
quella notte lungo il mare 
è venuta con te. 
Un giorno io vidi lei 
entrar nella mia stanza 
mi guardava, 
silenziosa, 
aspettava un sì da me. 
Dal letto io mi alzai 
e tutta la guardai 
sembrava un angelo. 
Mi stringeva sul suo corpo, 
mi donava la sua bocca, 
mi diceva sono tua 
ma di pietra io restai. 
Io la amavo, la odiavo, 
la amavo, la odiavo, 
ero contro di lei, 
se non ero stato il suo ragazzo 
era colpa di lei. 
E uno schiaffo all'improvviso 
le mollai sul suo bel viso 
rimandandola da te. 
A letto ritornai 
piangendo la sognai 
sembrava un angelo. 
Mi stringeva sul suo corpo 
mi donava la sua bocca 
mi diceva sono tua 
e nel sogno la baciai. 

Adriano Celentano - Susanna


[1983]

Susanna

Sette giorni a Portofino
più di un mese a Saint Tropez
poi m'hai detto "cocorito"
"non mi compri col patè..."
e sei scappata a Malibu
con un grossista di bijou!
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
mon amour.
E io, turista ticinese
tu regina di Pigalle
indossavi un pechinese
ed un triangolo di strass
ti ho detto "vieni via con me",
tu mi hai detto "sì"
io ti ho detto "ripasserò"
"ma no! monsieur, tu ne preoccupe pas, .ma vai!"
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
mon amour
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
mon amour
E ora sono sulle spese
in balia degli usurai
sovvenziono quattro streghe
per poi sapere dove stai
. e tuo marito sta
qui da me
che mangia e dorme come un re
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
dove sei
oh... oh... oh... oh...!
Son tre mesi che ti aspetto
in quel solito bistrot
ho firmato un metro quadro
di cambiali agli usurai
ma più niente so di te
forse un giorno ritornerai...!
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
mon amour
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
mon amour
Susanna, Susanna, Susanna, Susanna
mon amour
io ti aspetto...
mon amour...!

giovedì 24 maggio 2012

Adriano Celentano - Una carezza in un pugno


[1968]

Una carezza in un pugno

A mezzanotte sai
che io ti penserò
ovunque tu sarai, sei mia
e stringerò il cuscino fra le braccia
mentre cercherò il tuo viso
che splendido nell'ombra apparirà.
Mi sembrerà di cogliere
una stella in mezzo al ciel,
così tu non sarai lontano
quando brillerai nella mia mano.
Ma non vorrei che tu
a mezzanotte e tre,
stai già pensando a un altro uomo.
Mi sento già sperduto
e la mia mano
dove prima tu brillavi,
è diventata un pugno chiuso, sai.
Cattivo come adesso
non lo sono stato mai,
e quando mezzanotte viene,
se davvero mi vuoi bene,
pensami mezz'ora almeno,
e dal pugno chiuso
una carezza nascerà.
E stringerò il cuscino fra le braccia
mentre cercherò il tuo viso
che splendido nell'ombra apparirà.
Ma non vorrei che tu
a mezzanotte e tre,
stai già pensando a un altro uomo.
Mi sento già sperduto
e la mia mano
dove prima tu brillavi,
è diventata un pugno chiuso, sai.
Cattivo come adesso
non lo sono stato mai,
e quando mezzanotte viene,
se davvero mi vuoi bene,
pensami mezz'ora almeno,
e dal pugno chiuso
una carezza nascerà.

Adriano Celentano - Il ragazzo della via Gluck


[1966]

Il ragazzo della via Gluck

Questa è la storia
di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa, fuori città,
gente tranquilla, che lavorava.
Là dove c'era l'erba ora c'è
una città,
e quella casa
in mezzo al verde ormai,
dove sarà?

Questo ragazzo della via Gluck,
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse,
vado in città,
e lo diceva mentre piangeva,
io gli domando amico,
non sei contento?
Vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile!

Mio caro amico, disse,
qui sono nato,
in questa strada
ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
è una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre là in centro respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l'amico treno
che fischia così,
"wa wa"!

Passano gli anni,
ma otto son lunghi,
però quel ragazzo ne ha fatta di strada,
ma non si scorda la sua prima casa,
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva,
solo case su case,
catrame e cemento.

Là dove c'era l'erba ora c'è
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.

Ehi, Ehi,

La la la... la la la la la...

Eh no,
non so, non so perché,
perché continuano
a costruire, le case
e non lasciano l'erba
non lasciano l'erba
non lasciano l'erba
non lasciano l'erba

Eh no,
se andiamo avanti così, chissà
come si farà,
chissà...